Da Lanciano a Pioltello per guidare i vigili

Mimmo Paolini ai vertici della polizia locale nel Milanese. Il papà Enzo è stato vicecomandante in città
LANCIANO . È lancianese uno dei più giovani comandanti di polizia locale della provincia di Milano e non solo. Mimmo Paolini, 35 anni, da oggi assume l’incarico alla guida della Municipale di Pioltello, comune dell’hinterland milanese, e uno dei principali comandi per numero di agenti, dimensione della città e complessità delle problematiche. Paolini, inoltre, è figlio d’arte: il padre Enzo è stato vicecomandante della polizia municipale di Lanciano, dove ha prestato servizio per 30 anni. «Ho superato il maestro», scherza Mimmo Paolini, «in effetti è una passione che mi è stata tramandata, anche se è passata attraverso il classico conflitto intergenerazionale: a 16 anni dici “no, non farò mai il lavoro di mio padre” e poi ti ritrovi a 21 a vestire la stessa divisa. Anche lui inizialmente mi ha sconsigliato, ma le cose stanno andando molto bene».
Laureato in Servizi giuridici alla Statale di Milano, 13 anni fa è stato assunto come agente nella polizia locale di Pioltello e poi ha vinto il concorso da ufficiale. Il mese scorso, dopo una serie di colloqui, la sindaca Ivonne Cosciotti ha annunciato la sua promozione a capo dello stesso Corpo pioltellese. Ai suoi ordini ha 32 agenti e quattro amministrativi. «Sono emozionato, è un incarico importante in una città importante», dice Mimmo Paolini, «il servizio di polizia locale qui è convenzionato con un altro comune, Rodano, insieme fanno quasi 45mila abitanti. Si tratta di paesi attaccati a Milano, delle città-dormitorio, dove negli anni ’60 e ’70 i malavitosi siciliani e calabresi venivano mandati al confino, ma qui hanno creato la nuova mafia del nord. Non essendoci il commissariato, la polizia locale è l’alter ego della polizia di stato. Facciamo tutte le funzioni di pubblica sicurezza, siamo dotati di pistola, manette e spray al peperoncino, abbiamo l’ufficio di foto segnalamento e le auto hanno le celle di sicurezza. Le priorità da affrontare sono il censimento della popolazione residente, gli extracomunitari, la lotta alla ludopatia».Tornerebbe mai a Lanciano? «Lanciano è la mia città, la custodisco nel cuore», risponde Paolini, «nei primi anni ci ho pensato tanto, ma qui è un altro mondo, un’altra dimensione. E poi, nessuno è profeta in patria». A giocare un ruolo importante nella sua promozione è stato il progetto “Legalità digitale”, sui rischi della Rete, che Paolini porta in giro per tutta l’Italia. «In 13 anni ho incontrato 12mila studenti e tenuto corsi di formazione», fa un po’ di conti, «in Abruzzo, però, sono venuto per la prima volta il mese scorso, invitato all’università di Teramo, e vi tornerò il 21 marzo per un convegno sulla sessualità in cui parlerò di sexiting, revenge porn, pedopornografia virtuale, formazione della sessualità sull’individuo adolescente e preadolescente attraverso internet. Ci saranno una sessuologa e anche Rocco Siffredi».
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