«Da laureati a panettieri Così ci siamo reinventati»

29 Marzo 2016

Lanciano, la storia di Debora e Michele che per necessità hanno messo da parte i titoli di studio e seguito corsi per aprire un forno: «Noi, esempio per altri giovani»

LANCIANO. Hanno abbandonato libri e musei per maneggiare farine, dare vita a dolci, pane e pizze. Hanno messo da parte la laurea in Beni culturali e il lavoro all’estero per seguire corsi per fornai. Hanno dovuto cambiare vita, costretti dai tempi, Debora Piccinini e Michele Bufarini. Si sono messi in discussione, rimessi in gioco e sono diventati panettieri. Mestiere che fanno con passione ma che hanno intrapreso per necessità. «Siamo laureati entrambi in Beni culturali», racconta Debora, «poi io ho ottenuto la pubblicazione della tesi e ho fatto un master a Barcellona dove ho lavorato al Macba, museo di arte contemporanea. Dopo tre anni, però, sono dovuta tornare in Italia per motivi familiari. E qui è iniziata la ricerca spasmodica di un lavoro».

Nonostante la laurea in Beni culturali, che in Italia dovrebbe andare per la maggiore viste le bellezze e le opere che ci sono, i due giovani non riuscivano a trovare un’occupazione. «Siamo rimasti senza lavoro, cosa impensabile per noi visto che, soprattutto Michele ha lavorato anche durante gli anni universitari», dice Debora. Così i due ragazzi hanno deciso di cambiare, di reinventarsi, mettendo da parte anche la laurea, certo non senza remore o dispiacere. Hanno ricominciato a studiare, questa volta per fare tutt’altro. «Non veniamo da una famiglia di fornai», precisa Debora, «ma neanche abbiamo scelto a caso il lavoro. Michele ha lavorato per 10 anni, anche durante gli studi, in una pizzeria, quindi conosceva “il settore”. Io per passione ho sempre fatto dolci, così abbiamo pensato di intraprendere questa attività. Abbiamo seguito corsi per pizzaioli, panettieri, corsi anche di igiene e abbiamo iniziato a cercare un forno a nostra misura, non grandissimo». E l’occasione è arrivata un anno e mezzo fa quando una zia della ragazza che vive a Lanciano, città d’origine della mamma di Debora, scopre che si vendeva un piccolo forno in via Montegrappa, in centro. «L’abbiamo visto e ci siamo buttati», dicono i due giovani, «tra tante difficoltà, anche perché non siamo del posto, ma con tanta buona volontà». Ora oltre ad essere compagni di vita lo sono anche di lavoro nel “Forno dei desideri”. «Credo che la nostra storia possa essere di aiuto a tanti giovani che cercano di barcamenarsi con questa crisi», chiude Debora, «abbiamo dovuto mettere da parte una laurea, tanta fatica, la nostra terra d’origine, le Marche, ci siamo rimessi in gioco e in discussione, abbiamo seguito una passione diversa dalla precedente ma, nonostante le difficoltà, con tanto coraggio e buona volontà siamo ripartiti da zero».

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