Da lunedì scompare il nome Sevel I sindacati: «È solo una formalità»

5 Gennaio 2023

Il passaggio a Fca Italy viene completato con il ritiro dei vecchi badge e la consegna di quelli nuovi I rappresentanti dei lavoratori rassicurano: restano invariati anzianità di servizio e retribuzioni

ATESSA. Si è concluso lo scorso 29 dicembre il processo di fusione per incorporazione di Sevel, che è diventata a tutti gli effetti Fca Italy. Dopo 44 anni lo stabilimento dei furgoni commerciali leggeri cambia per sempre nome. Una transizione che tuttavia in Val di Sangro viene vissuta con serenità. A provare un po’ di nostalgia sono solo i dipendenti storici dell’azienda che fu inaugurata dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, e che è nata da una joint venture che ha anticipato di quasi mezzo secolo quello che sarebbe stato il futuro di tutte le grandi aziende destinare a dominare i mercati: la fusione in multinazionali.
Il portale aziendale The Hub in uso all’interno dello stabilimento contiene già una lettera per i dipendenti che spiega la fase del processo. Al rientro dalla fermata collettiva per le festività, lunedì, verranno sostituiti i badge aziendali con la restituzione di quelli vecchi. Per i sindacati, eccetto il nuovo nome, non cambia nulla: era necessario procedere a regolamentare un nuovo assetto societario. «Si tratta di un processo meramente burocratico», spiega il segretario di Uilm Chieti-Pescara Nicola Manzi, «non cambierà nulla per i dipendenti. Il passaggio dei lavoratori dalla società Sevel a Fca Italy è stato fatto senza licenziamento e riassunzione». Manzi risponde anche a quanti, tra i dipendenti, sono preoccupati di vedere sul cedolino una nuova data di assunzione: «Come recita anche l’articolo 2.112 del codice civile (mantenimento dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda, ndc), continua il segretario Uilm, «restano invariati assunzione, anzianità di servizio e trattamento economico e normativo».
«Prima si trattava di due società diverse», rimarca Domenico Bologna, segretario interregionale Fim-Cisl Abruzzo e Molise, «visto che Sevel era il risultato di una joint venture tra Fiat e Psa (Peugeot e Citroën), non c’era quindi più sussistenza per il nome essendo ormai Sevel parte della multinazionale Stellantis. Certo, a livello affettivo, per chi ha vissuto questo stabilimento dagli albori, la chiameremo ancora Sevel».
«Nessuna preoccupazione da parte nostra», considera Gianluca Gagliardi, segretario Fismic Chieti, «né riguardo il nome né per le prospettive di Sevel che pure ha subito le conseguenze della crisi dei semiconduttori. Come ha già detto l’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares, Sevel resterà un centro “business unit” per la costruzione dei veicoli commerciali leggeri, lo stabilimento in Polonia è solo di supporto».
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