«Da Nuova Alleanza ereditate spese extra mai dichiarate»
SAN VITO. «Nuova Alleanza per San Vito non perde occasione per continuare a mistificare e a raccontare verità di parte, creando confusione nei cittadini. Al contrario di quanto affermato dal gruppo,...
SAN VITO. «Nuova Alleanza per San Vito non perde occasione per continuare a mistificare e a raccontare verità di parte, creando confusione nei cittadini. Al contrario di quanto affermato dal gruppo, non c’è stato alcun aumento delle indennità. Il consiglio comunale ha adeguato il sistema di determinazione delle indennità degli amministratori alla normativa vigente, la legge Del Rio del 2014. Non c’è stato alcun aumento e anzi, le cifre riportate dal gruppo (sindaco 2.509,98 euro al mese; vicesindaco 972,61; assessori 847,12, ndc) sono riferite agli importi lordi, con l’evidente proposito di fare maggior sensazionalismo». Risponde così San Vito Bene Comune alle accuse sul presunto aumento degli stipendi degli amministratori sollevate dal consigliere di opposizione Rosario Bucciarelli. «Alle cifre indicate dal consigliere», precisa ancora Svbc, «devono essere prima scorporate le ritenute erariali, poi le quote che sindaco e assessori possono liberamente ridursi a titolo personale. Si voterà la prossima settimana la delibera sulle indennità, tenendo fermo il punto che il lavoro svolto dall’amministratore deve essere retribuito per una giusta compensazione del tempo dedicato all’amministrazione del Comune». Poi Svbc passa anche al contrattacco prendendo in mano il bilancio lasciato in eredità da Nuova Alleanza per San Vito, che ha «condannato questo ente ad un immobilismo che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione della Corte dei conti. Il commissariamento è stato infatti molto più vicino, reale e concreto di quanto molti possano immaginare, a causa di una gestione superficiale del bilancio dell’ente. Come dimostrato in assestamento di bilancio ci sono da sanare più di 57mila euro di debiti fuori bilancio mai dichiarati dalla vecchia amministrazione, addirittura per bollette dell’energia elettrica non pagate nel 2015. A questi soldi devono essere aggiunte le rinegoziazioni di debiti, quali quelli con la cooperativa che ha gestito l’asilo nido - con sospesi da più di un anno - e con i professionisti che hanno prestato opere e servizi senza che nel bilancio fossero presenti quote per la copertura dei costi, a grave danno del Comune e dei professionisti stessi». Insomma Svbc avrebbe ereditato grossi problemi economici e anche organizzativi, tanto da «aver dovuto lavorare per giorni sull’organizzazione degli uffici comunali che navigavano a vista, senza obiettivi».
Teresa Di Rocco

