Da oggi sotto i portici c’è un defibrillatore

26 Febbraio 2017

Dono degli amici del 17enne morto durante la partita di calcio

LANCIANO. Un apparecchio salvavita nella zona del passeggio e degli uffici pubblici. È il primo defibrillatore installato in strada a Lanciano e inaugurato sotto i portici di corso Trento e Trieste, a pochi passi da piazza Plebiscito. L’iniziativa è dell’associazione Gli Amici di Marcello, che ha donato alla città ben quattro defibrillatori semiautomatici, dispositivi in grado di riconoscere le alterazioni del ritmo della frequenza cardiaca e di erogare una scarica elettrica al cuore qualora sia necessario. Dopo quelli ai campi sportivi “Enrico Esposito” (Villa delle Rose) e “Marcello Di Meco” nel quartiere Santa Rita e nella scuola Olmo di Riccio, arriva il salvavita al Corso. Tutti acquistati dopo eventi organizzati per beneficenza. Altri apparecchi sono stati donati dal reparto di cardiologia del Renzetti alle scuole Principe di Piemonte, Umberto I e Rocco Carabba, mentre al Palamasciangelo e al Palazzetto ci sono quelli acquistati dal Comune con un contributo regionale. Quello posizionato al Corso è il primo in un luogo aperto a tutti e al centro della città. Rappresenta un segno di civiltà come evidenziano il sindaco Mario Pupillo e Vittorio Di Meco, papà di Marcello che morì a 17 anni, il 3 marzo 2005, durante la partita del campionato allievi regionali tra Spal, squadra in cui militava, e River 65 di Chieti. Non bastò il defibrillatore a Marcello. Una tragedia sul campo che da allora porta il suo nome, che lasciò sgomenta una città intera. Ma il papà Vittorio e i suoi amici hanno continuato a portare il sorriso, la voglia di vivere, l’amore per lo sport di Marcello in decine di eventi e luoghi. E c’è anche un po’ di lui in questo defibrillatore. «Volersi bene e restare uniti», dice Pupillo, «è il messaggio di Marcello e di questi straordinari amici che fanno questo dono importantissimo alla città: il defibrillatore pubblico che abbiamo posizionato, come richiesto da loro, all’inizio dei portici. È un segno di civiltà. E da oggi Lanciano è ancora più cardioprotetta». «Sono felice per i cittadini e per quanto fatto da questi ragazzi meravigliosi», commenta emozionato Vittorio Di Meco, che è membro dell’associazione, «ragazzi che stanno continuando a progettare eventi e opere di beneficenza». Sorridono gli occhi di papà Vittorio e a chi rompe l’emozione ricordando che purtroppo bisogna fare in conti con i vandali che potrebbero rovinare l’apparecchio risponde: «Se ci fermassimo davanti ad individui che non pensano né al valore di appartenenza né al valore della vita non andremo avanti, non ci sarebbe civiltà né progresso. Credo nel rispetto, nel senso della comunità e in questo progetto». Che funzionerà grazie alla collaborazione del bar e dei commercianti perché, nel caso di malore cardiaco, è fondamentale l’intervento tempestivo sulla persona col defibrillatore ma anche che chi lo usa sappia come farlo. «I dipendenti del Caffè ai Portici faranno un corso per imparare a usare il defibrillatore», precisa il sindaco, «speriamo si aggiungano altri commercianti». «Possiamo organizzare anche un corso in cardiologia», si offre Luigi Leonzio, primario dell'unità, «questo è un apparecchio semplice, non difficile da usare ma che salva vite». «Un corso nuovo partirà a breve», precisa Ivan Geniola, presidente dell’associazione, «con l’aiuto della Croce Rossa ne abbiamo già organizzati altri due. Ma ben vengano i corsi perché più persone lo sanno usare e meglio è. Anche se si spera, ovviamente, che non ce ne sia bisogno. Questa è una delle giornate più belle per la nostra associazione».

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