Da Pilkington alla Primo per evitare i licenziamenti

21 Novembre 2019

Diversi lavoratori del colosso del vetro sono già passati alla società satellite I sindacati dicono sì: «Per noi l’importante è che nessun operaio vada a casa»

SAN SALVO. Dalla Pilkington alla Primo. Sono già diversi i lavoratori del colosso vetrario passati nello stabilimento satellite. Se infatti alla Pilkington ci sono 55 esuberi, alla Primo, con l'arrivo dalla Polonia a San Salvo del wiring (cablaggio parabrezza), manca personale. Prima di assumere nuove unità, i dirigenti Pilkington stanno verificando quanti lavoratori dell'industria vetraria sono disposti a passare a nuove lavorazioni. L’opportunità è accolta favorevolmente dai sindacati. «Noi difendiamo il lavoro, non il tipo di lavoro», dicono Franco Zerra, Emilio Di Cola, Arnaldo Schioppa e Domenico Ranieri (Cgil, Cisl , Uil e Cobas). «L'importante è che nessun lavoratore di Pilkington vada a casa e che il passaggio alla Primo avvenga con tutte le garanzie». Alla Primo si producono i filamenti che permettono lo sbrinamento dei parabrezza. La richiesta è tanta e il trasferimento voluto dal presidente Graziano Marcovecchio delle lavorazioni dalla Polonia a San Salvo ha ridato grande vitalità a Primo, passata da 3 a 4 turni di lavoro. I sindacati, nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale alle Politiche del lavoro, Piero Fioretti, sul blocco dei licenziamenti, restano vigili. «L'intesa sottoscritta tra gli uffici regionali e l'azienda», ha ribadito l'assessore Fioretti, «scongiura l'immediato licenziamento di 55 lavoratori dello stabilimento di San Salvo, di cui 50 operai e 5 impiegati. Questo grazie all'intesa che lo scorso 7 novembre abbiamo sottoscritto al ministero del Lavoro a Roma e che prevede l'erogazione della cassa integrazione straordinaria fino a settembre 2020. È chiaro che il processo di riorganizzazione dell'azienda rimane in piedi con un piano industriale che, secondo gli obiettivi del management, dovrebbe riportare a livelli competitivi lo stabilimento di San Salvo». Proprio l'intesa sottoscritta con la Regione prevede la possibilità che la Pilkington possa prevedere una riduzione dei livelli occupazionali, solo su base volontaria e non oltre il 31 agosto 2020. Inoltre l'azienda, su richiesta dei rappresentanti sindacali, prevederà forme di incentivi per la risoluzione dei rapporti di lavoro dei lavoratori che accetteranno tale soluzione. «Ci siamo trovati», ha ammesso Fioretti, «davanti ad una vertenza difficile che siamo riusciti a gestire positivamente, grazie allo spirito di collaborazione dell'azienda e al lavoro che l'ufficio ammortizzatori sociali della Regione ha fatto con il ministero del Lavoro. Noi in sede di tavolo nazionale abbiamo ribadito come la Pilkington di San Salvo rivesta un'importanza economico-strategica rilevante. C'è poi da parte della Regione», conclude Fioretti, «un impegno diretto per avviare politiche attive nei confronti di quei lavoratori interessati alla cassa integrazione fino al prossimo settembre».