Da stasera va via l’acqua Di Primio minaccia cause

30 Luglio 2020

Stop all’erogazione dalle 22 di oggi alle 6 di domani: ecco le zone interessate Il sindaco: «Sono pronto ad azioni giudiziarie per difendere i miei cittadini»

CHIETI. Niente acqua dalle 22 di oggi alle 6 di domani: è il primo effetto a Chieti della carenza idrica. L’erogazione, come comunicato dall’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), verrà interrotta in gran parte della città: le zone interessate sono Chieti alta e i quartieri Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo e Colle Marcone. Anche agosto sarà un mese a rischio. Ieri mattina, il sindaco Umberto Di Primio ha inviato una lettera di protesta all’Aca: «Riprendendo le indicazioni che i vostri uffici tecnici hanno recapitato al Comune, ho invitato i miei concittadini al corretto utilizzo dell’acqua, limitandolo ai bisogni igienico-sanitari e domestici». Il primo cittadino va giù duro: «Questa mia correttezza, purtroppo, non è ricambiata da parte di Aca che, in più occasioni, considerando forse Chieti e la sua popolazione non meritevoli di rispetto, ha continuato a erogare un servizio (trattasi chiaramente di un eufemismo) scadente, discontinuo, tipico dei Paesi non evoluti». Di Primio sottolinea il disagio creato a ristoranti, bar e locali: «Togliere l’acqua oggi significa compromettere attività economiche che stanno ripartendo con fatica dopo il lockdown da Covid. Ma significa anche mettere a rischio le persone: in città abbiamo casi nuovi di positività al coronavirus e non permettere neppure di lavarsi le mani è una cosa molto preoccupante». L’attenzione del primo cittadino si sposta su Chieti Scalo: «Il problema vero è che queste chiusure stanno determinando, laddove la situazione è già grave, uno scenario drammatico: l’acqua non c’è mai durante la giornata». Poi, un altro affondo: «Debbo rimarcare come Aca, ancora una volta mancando di rispetto ai sindaci, quelli che, come si dice in gergo, “ci mettono la faccia”, non si preoccupi preventivamente per concordare una corretta e condivisa campagna di comunicazione sul territorio. Ci si ricorda di noi amministratori locali solo quando dobbiamo andare in assemblea per approvare i documenti contabili, ovvero per farci chiedere alla cittadinanza ulteriori sacrifici. Qualora ci fossero delle conseguenze che meritano tutela giudiziale», chiude il sindaco, «non esiterei ad intraprendere anche la via legale a tutela dei diritti dei miei cittadini».