Da tentato omicidio a rissa aggravata: pena dimezzata
VASTO. Dimezzata in appello la pena per un 28enne, condannato in primo grado 8 anni per tentato omicidio aggravato dai futili motivi. L’imputato protagonista di una drammatica vicenda...
VASTO. Dimezzata in appello la pena per un 28enne, condannato in primo grado 8 anni per tentato omicidio aggravato dai futili motivi. L’imputato protagonista di una drammatica vicenda avvenuta sulla riviera ha ottenuto la derubricazione del reato nell’accusa meno grave di rissa aggravata e condannato a 4 anni. I fatti risalivano al 7 marzo 2010.
Il giovane, difeso dagli avvocati Giovanni Cerella e Fiorenzo Cieri, ferì A.M. al termine di una furiosa discussione. «La difesa ha sempre sostenuto la tesi della rissa aggravata dalle lesioni», ricorda l’avvocato Cerella. Quella nel centro di Vasto Marina si erano susseguite una serie di colluttazioni che avevano coinvolto due gruppi antagonisti che si erano scontrati prima all’interno di un pub e poi lungo viale Dalmazia fino ad arrivare litigando nei pressi della rotonda di Vasto Marina. Ad un certo punto qualcuno ferì con un coltello A.M.
Nessuno dei testimoni ascoltati in dibattimento ha riconosciuto l'imputato quale autore materiale dell’accoltellamento. E anche la parte offesa ha più volte dichiarato di non essere in grado di affermare che si trattasse del giovane imputato. Pubblica accusa e difesa si sono scontrate anche attraverso accurate consulenze medico-legali volte a stabilire se la vittima si fosse trovata o meno in pericolo di vita a causa delle lesioni riportate.
La Corte d’Appello di L’Aquila, mancando la prova certa ha ribaltato la sentenza di primo grado, e riqualificato il fatto nell’ipotesi meno grave della rissa aggravata, accogliendo la tesi difensiva e dimezzando la pena da 8 anni a 4 anni escludendo anche le aggravanti contestate. (p.c.)
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