Dai bersaglieri messaggi di pace E anche il sindaco corre con loro

24 Aprile 2023

Oltre 300 cappelli piumati in città per festeggiare i 60 anni della fondazione della sezione frentana Paolini: avevo le scarpe di suola, temevo di scivolare. Il presidente Oliva: organizzazione impeccabile

LANCIANO. Alla fine, e nel tratto in discesa di corso Trento e Trieste, corre anche il longilineo sindaco Filippo Paolini, che in gioventù, servendo la Patria, ha svolto sì il servizio militare ma nel corpo degli autieri come ufficiale, quindi abituato alle comodità delle auto più che alle gambe spavalde. Ai cronisti, qualche minuto dopo, e con il fiatone, dice: «Il generale Nunzio Paolucci, vicepresidente nazionale, mi aveva detto, a mo’ di sfida scherzosa, se me la sentivo di correre. Beh, non potevo rinunciare a un’occasione del genere. È stato comunque un piacere. Quando si fanno i raduni come questo di oggi, gli amministratori locali devono darsi da fare. Ricordo l’ex ministro della difesa Roberta Pinotti che per correre con i bersaglieri si era tolta addirittura le scarpe. Oggi», sottolinea il sindaco, «avevo le scarpe con le suole lisce e siccome era un tratto in discesa avevo paura di scivolare. Comunque, è stata una bellissima iniziativa: ringrazio la sezione di Lanciano dei bersaglieri che ha fatto un ottimo lavoro: si è visto dal risultato. Dalla nostra Lanciano parte un messaggio di pace. Le forze armate hanno oggi un fondamentalmente ruolo di pace: così si ricordano i nostri valori che vengono dalla Costituzione».
Già, la pace, questa parola sconosciuta di questi tempi, verrebbe da dire. Ma qui, nei volti di chi sfila, la pace la si coglie con mano, come quando si accarezza un fiore appena sbocciato e che vale la pena di contemplare per qualche istante, lasciandolo lì alla sua vita, senza reciderlo.
Eccoli i berretti piumati, i “moretti”, che prendono d’assalto la città nel tracciato di 2.640 metri di “Grandi emozioni, come è scritto sullo stradario a corredo del percorso da seguire appena finita la messa celebrata al Parco delle Rose dal vicario generale della diocesi di Lanciano-Ortona, don Angelo Giordano: sono l’emblema più riconoscibile del loro Corpo. Ogni piumetto è formato da centotrentadue penne nere naturali di cappone di varia lunghezza che assumono colore verde bronzeo, iridescente e che inondano la città di toni, di storie e di coraggio. Ecco il mega tricolore che unisce i rappresentanti di Ucraina e Russia nel grido univoco della pace. Eccole le bici storiche, i foulard cremisi, le coccarde tricolori. Ecco le fanfare La Danunziana di Pescara e La Marmora di Casoli con le loro musiche a tempo di marcia in un tripudio di battimani.
«È un momento importante per noi ma anche per la gente che ci vede», dice Roberto Giannursini, presidente interregionale del Centro Italia, «perché dove andiamo creiamo entusiasmo». «È una festa bellissima», aggiunge Vittorio Oliva, presidente del sodalizio di Lanciano, «con una folta presenza di pubblico: non me l’aspettavo. Ma questo è stato anche l’ultimo raduno interregionale che si è fatto in Italia. Anche per questo, forse, sono arrivati bersaglieri da Taranto e dalla Toscana». Per il senatore Etelwardo Sigismondi, «siamo riconoscenti al corpo dei bersaglieri per l’alto valore e per la lunga e onorata storia. Siamo perciò lieti che sia stato l'Abruzzo a ospitare il 5° raduno interregionale in occasione del 60° anniversario della costituzione della sezione bersaglieri di Lanciano», mentre per l’assessore regionale Nicola Campitelli, «questo corpo speciale dell'Esercito, ha seguito con spiccato valore tutte le vicissitudini della nostra storia, dal 1836 ad oggi, con assoluta dedizione al dovere, aiutando il prossimo con disinteressata generosità. Tutti noi abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni questi valori». Alla fine tutti al pranzo sociale, rigorosamente “cremisi”. Anche la marcia Flik Flok, tira il fiato per un po’.
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