Dai muri esce acqua Rischiano di crollare

Da via Sallustio a via degli Ernici, alloggi da terzo mondo
CHIETI. Tetti d’amianto. Condutture sotterranee lasciate a vista. Finestre rotte e riparate alla meno peggio con pannelli di plastica. Persone costrette a lavarsi utilizzando tubi di gomma. E’ lo scenario che s’incontra tra case parcheggio comunali e abitazioni popolari in zona Tricalle. Va sempre peggio. Nelle case muffa e infiltrazioni e i piazzali di fronte alle palazzine sono sempre più in degrado. Si parte da via Sallustio, dove sorgono decennali palazzine popolari. Inizia a raccontare come si vive nel posto Cinzia Del Grosso, che mostra in quale situazione di abbandono sono lasciati i cortili di fronte al suo palazzo: «Le radici dei pini stanno distruggendo l’asfalto che è pieno di dossi. E' rischioso camminare si fa difficoltà a circolare con le auto». E continua: «Quando abbiamo chiesto a chi di competenza di risolvere il problema ci hanno detto: dovete stare attenti a camminare. Ma qui c'è anche chi è costretto sulle carrozzine. Sono stati diversi gli interventi dei vigili del fuoco, ma non si è risolto nulla. Le pulizie delle aiuole, comunque, sono tutte a spese di noi condomini». Poi Maria Grazia Giampietro, altra residente di via Sallustio: «C'è una continua perdita d'acqua potabile da alcune canaline del cortile, che dura da anni». Ma anche qui persiste un ulteriore problema: quello delle abitazioni popolari assegnate almeno formalmente, ma in cui ad abitarvi non c'è nessuno: «Alcuni, tempo fa, sono stati costretti a dormire nelle loro auto, dal momento che non avevano possibilità di accedere nelle case. Eppure, in certe case, di fatto non c'è anima viva», continuano altri residenti. Non finisce qui, perché se si procede verso via Publio Ovidio Nasone la situazione peggiora. Questa volta c'è uno storico ex impiegato del Comune, Giuseppe Sciocchetti, 83 anni. Risiede nella palazzina 14A. Proprio lì dietro ci sono tubature dell'acqua sotterranee i cui tombini sono scoperchiati. Ma che nessuno ha mai richiuso perché occorrono ancora dei lavori di manutenzione. Nella fossa lasciata aperta, si riesce a vedere nitidamente il rubinetto della pompa idrica: «E' almeno un anno che le condutture sono lasciate in queste condizioni», lamenta Sciocchetti, «se piove la buca si riempie e l'acqua che straripa allaga il palazzo. Per non parlare dei topi che escono da questa fossa». Nel palazzo 14A, c'è la signora Filomena Tortora, anche lei ha più di 80 anni. Abita al pian terreno, dove sulla parete di fronte alla porta del suo appartamento c'è un'infiltrazione d'acqua che fa marcire il muro: «Ho paura. Poco tempo fa avevano accumulato dei calcinacci caduti dal muro in cui c'è l'infiltrazione. E così tempo fa il mio appartamento si è allagato e ho dovuto fermare l'acqua che entravai con delle coperte». La sua abitazione si trova proprio vicino alle tubature dei contatori condominiali: «Anche l'acqua degli scarichi è entrata nelle case. Quell'infiltrazione va riparata, abbiamo cercato di risolvere il problema alla buona, tappando con dei mattoni le fessure che si sono create. Ma è servito a poco». Salendo le scale appare muffa sui muri come negli appartamenti. Su alcune pareti esterne dell'immobile sono comparse delle crepe. Un ultimo esperimento, proprio con l'ex impiegato comunale: con la sua stampella batte sul pavimento dell'androne A14. Si sente distintamente il suono dell'acqua che si è infiltrata al di sotto. Le case parcheggio in via Degli Ernici non sono da meno.
Nel civico 16 abita Davide Di Muzio, risiede lì da anni: «Non abbiamo i termosifoni», dice, «ma ci impediscono di utilizzare altri mezzi per riscaldarci». Con lui ci sono altre due persone in 40 metri quadri, compresa una bambina di 5 anni. E per di più i balconi esterni dell'immobile sono in degrado: «Qualche terrazzino sta per crollare», dicono altri residenti. Poi apre la porta Antonietta Raiano, che sbotta: «Ho il bidet rotto e così per utilizzarlo abbiamo dovuto collegare un tubo di gomma dal lavandino. I vetri delle finestre sono rotti e abbiamo dovuto sostituirli con pannelli di plastica». Per ogni caso incontrato, i lavori di manutenzione per andare avanti in modo dignitoso sono stati svolti a spese dei residenti. Non cambia la situazione neppure nelle case parcheggio in via Dei Palmensi. Lì, oltre alle rampe di scale esterne erose, pure colpite dal sisma del 29 ottobre, ci sono anche delle tettoie in eternit in cima alle palazzine. Ma il Comune sembra essersene dimenticato.

