«Dai nostri laboratori nascono i nuovi talenti»

Riprendono i corsi di recitazione e canto proposti dal Piccolo Teatro dello Scalo Sul palco tanti giovani si preparano allo spettacolo che andrà in scena a Natale
CHIETI. «Noi non lavoriamo come gli artisti o gli scienziati, ma come il calzolaio che cerca nella scarpa il punto giusto dove conficcare il chiodo». A dirlo fu il regista teatrale d’avanguardia Jerzy Grotowski, una frase che riassume lo spirito con cui il Piccolo Teatro dello Scalo di via Pescara, grazie all’associazione Il Canovaccio, anche quest’anno mette in campo i suoi laboratori di teatro e di canto per tutti.
I CORSI TEATRALI. Per gli adulti ogni martedì e giovedì dalle 19.30 alle 21, per i giovanissimi dagli 8 ai 12 il mercoledì dalle 18 alle 19.30 e per gli adolescenti alla stessa ora, sempre il martedì e il giovedì. Abbiamo incontrato, così, una trentina di ragazzi dei primi anni delle scuole superiori che si accingono a preparare ogni settimana i loro spettacoli futuri, a seguirli è il direttore artistico Giancamillo Marrone. Da martedì scorso i ragazzi seguitano a provare e riprovare alcune scene, mentre Marrone li esorta a correggere espressioni e movenze. Stanno preparando il loro spettacolo natalizio: «Canto di Natale di Charles Dickens sarà il testo da cui trarremo la rappresentazione» dice sempre Marrone. Poi una chicca: i ragazzi continuano con una scena chiave del loro spettacolo sulla Shoah del prossimo 27 gennaio, che si terrà in occasione della Giornata della Memoria: «Qui privilegeremo l’azione sulla parola» continua il direttore artistico del Piccolo, mentre rumori di fucili e mitraglie accompagnano i ragazzi ancora sul palco. Arriva la conclusione del pomeriggio, tutti si mettono in cerchio, per salutarsi scelgono una vocale e la urlano insieme. Perché il teatro resta un gioco di squadra, così il giovane Diego: «Sono tre anni che faccio teatro e mi piacerebbe proseguire in futuro». E poi Noemi, aspirante attrice del liceo linguistico Gonzaga: «Sono 8 anni che sono qui. Per il prossimo spettacolo le parti si stanno definendo, ma la “parte” non importa. Importa esserci».
I CORSI DI CANTO. Mentre i giovani proseguono con il loro laboratorio, nel piano sottostante alla sala teatrale, stanno provando, invece, altri ragazzi che vogliono imparare a cantare e a perfezionare la loro voce. A seguirli c’è il maestro Alessandro Pento: «I corsi ci sono dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 20, siamo già una trentina di persone». Il laboratorio, infatti, prevede lezioni in piccoli gruppi distribuiti nel corso della giornata e della settimana. Continua Pento: «Abbiamo laboratori di lirica e di musica leggera contemporanea con concerti cadenzati ogni due, tre mesi. Ogni ragazzo ha la sua ora a disposizione e lavora su tecniche vocali specifiche a seconda delle sue peculiarità». Un gruppo che ha ottenuto riscontri anche a livello internazionale come in occasione del CantaGiro, concorso promosso dalla regione Lazio lo scorso settembre e che ha visto come vincitrice, con 100 punti su 100, la 20enne Federica Pento di Scafa. In programma ci sarà l’uscita di un disco con le voci di Federica e di un famoso cantautore italiano, ma che per il momento resta avvolto nel mistero. Sempre martedì scorso a provare ci sono Francesco di 18 anni, Simona di 28 e anche la piccola Rosa di 9 anni: «Una grande promessa» svela il maestro. Il prossimo appuntamento il 18 dicembre a Miglianico nella cripta di San Michele, in scena ci saranno 60 allievi del coro.
LE ALTRE ATTIVITA’. Il Piccolo Teatro, oltre alla sua stagione di prosa annuale, continua anche con le collaborazioni con il mondo dell’associazionismo. Con gli iscritti all’associazione Proteo Chieti e la Cgil, sono già partiti i corsi di formazione all’educazione attraverso il teatro per gli insegnanti delle scuole d’infanzia di Chieti e Provincia, il lunedì e il venerdì dalle 17 alle 19 e da gennaio ci sarà la prossima tornata. Poi il protocollo d’intesa con la “d’Annunzio!, che coinvolge le cattedre di Ricerca pedagogica generale e di Psicologia della età evolutiva, un’attività sperimentale che vuole avvalorare la funzione del teatro come essenziale per lo sviluppo cognitivo e comunicativo dei più giovani.

