«Dai profughi allontanati mai problemi coi residenti»

11 Luglio 2016

Torino di Sangro, Caner (Matrix) spiega la revoca dei permessi ai 5 africani «Il Centro di accoglienza ha regole da rispettare e loro non lo hanno fatto»

TORINO DI SANGRO. Attenzione alta della prefettura ma la popolazione di Torino di Sangro è tranquilla e, a giudizio di Simone Caner, responsabile di Matrix, l’associazione che gestisce il Centro immigrazione, le preoccupazioni dell’opposizione consiliare non trovano effettivi riscontri nella realtà. La vicenda è quella dell’allontanamento di cinque extracomunitari dall’Hotel Lecceta dopo un blitz di polizia, carabinieri e vigili urbani.

«È bene chiarire a vantaggio di tutti, cittadini di Torino di Sangro in primis, della prefettura e di noi operatori», spiega Caner, «che i controlli sono una procedura usata sovente per le revoche (e non esplulsioni) nel Cas, frutto di concertazione e di collaborazione tra gli enti coinvolti nell’accoglienza. La nostra accoglienza è finalizzata affinchè gli ospiti rispettino una serie di regole interne alla base di una normale convivenza. Quando sbarcano dai loro Paesi questi ragazzi hanno la loro cultura, le loro usanze. Noi ci battiamo per educarli e per dare loro gli strumenti perché possano integrarsi in armonia con noi italiani che li ospitiamo. Non siamo parcheggiatori, ma mediatori e costruttori del futuro di questi ragazzi, ci prendiamo la responsabilità di quello che saranno. In quest’ottica segnaliamo alla prefettura chi non si allinea a queste regole. Sottolineo che il non rispetto di regole interne non corrisponde a fare azioni criminose o dannose alla popolazione locale», precisa Caner.

I cinque immigrati allontanati - tre senegalesi e due gambiani - non avrebbero rispettato le regole a cui erano sottoposti, creando di conseguenza nocumento agli altri immigrati. Per questo c’è stato il provvedimento della questura di allontanamento e revoca della protezione internazionale. I cinque non rispettavano le regole a cui erano sottoposti, creando problemi di convivenza con gli altri ospiti del Centro di accoglienza. Il provvedimento per i cinque africani si aggiunge a quello preso dai carabinieri nei confronti di altri 15 immigrati protagonisti a giugno di una protesta contro il catering. Anche loro sono stati identificati e allontanati dal paese. L’opposizione consiliare, tuttavia, ribadisce la necessità di convocare al più presto un consiglio comunale straordinario. «Se il sindaco Silvana Priori è d’accordo, l'assemblea va convocata prima possibile», chiede il consigliere Nino Di Fonso.

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