Dal Lazio arrivano 22 detenuti in quarantena: è protesta

LANCIANO. Prosegue la protesta degli agenti del supercarcere di Villa Stanazzo a causa dell’allarmante carenza di personale. Le rappresentanze sindacali di Sappe, Osapp, Uilpa polizia penitenziaria,...
LANCIANO. Prosegue la protesta degli agenti del supercarcere di Villa Stanazzo a causa dell’allarmante carenza di personale. Le rappresentanze sindacali di Sappe, Osapp, Uilpa polizia penitenziaria, Uspp, Fns Cisl e Fp Cgil, chiedono la chiusura di almeno tre sezioni detentive o, in alternativa, l’invio in pianta stabile di almeno 20 unità. Allo stato attuale i lavoratori sono costretti a svolgere doppi turni, lasciando per di più diverse postazioni scoperte. La scorsa settimana la polizia penitenziaria si è astenuta dalla fruizione della mensa con un’adesione prossima al 100% ma, vista la mancanza di risposte, la protesta continua. E malgrado la carenza di agenti, continuano ad arrivare detenuti. «Nonostante le ripetute segnalazioni», conferma il segretario generale regionale Uilpa polizia penitenziaria, Ruggero Di Giovanni, «e l’oggettiva difficoltà gestionale della casa circondariale di Lanciano, che al momento è rimasta anche senza un direttore in pianta stabile, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, Carmelo Cantone, ha deciso di riattivare a pieno regime un’altra sezione del carcere. I 22 detenuti, che hanno già riempito questa sezione, provengono dalla regione Lazio e dovranno essere sottoposti ad un periodo di quarantena precauzionale, con un rischio alto, quindi, di essere portatori inconsapevoli del Covid-19. Questo mentre nell’istituto è ancora attivo un focolaio». Al momento risultano positivi un detenuto e 4 poliziotti. «Si continua a preferire la “spremitura” dei lavoratori», continua Di Giovanni, «al posto di una giusta programmazione delle assunzioni o, quanto meno, ad una reale organizzazione del lavoro fatta sulla base del personale effettivamente a disposizione. È impossibile chiedere ad un lavoratore di svolgere il servizio di tre». I sindacati hanno anche chiesto l’intervento del prefetto di Chieti, Armando Forgione, «nella speranza che possa farsi portavoce delle problematiche sollevate dai sindacati della polizia penitenziaria di Lanciano». (s.so.)

