Dal Pozzo: Comino, ora il piano di recupero

12 Febbraio 2021

Guardiagrele. Richiesta dell’opposizione: la contrada attende da anni nuovi servizi, Di Prinzio si muova

GUARDIAGRELE. «Adottare subito il Piano di recupero di Comino». È questa la richiesta formulata, attraverso una proposta di delibera di consiglio comunale, dal gruppo di minoranza Guardiagrele il Bene in Comune, guidato dall’ex sindaco Simone Dal Pozzo. Lo strumento urbanistico era stato approvato nel 2010, poi, a causa della protesta dei residenti nella contrada, è stato bloccato. Successivamente, dopo 5 anni di inattività, all’inizio del 2006, l’amministrazione Dal Pozzo ha avviato un percorso condiviso con la cittadinanza: «Dopo aver incontrato più volte i residenti», ricorda la capogruppo Marilena Primavera, «abbiamo conferito l’incarico ad un gruppo di tecnici, indicatoci dal comitato dei cittadini nel 2019. Insomma», sottolinea Primavera, «abbiamo portato avanti una programmazione urbanistica davvero partecipata e non calata dall’alto come era avvenuto in precedenza, recependo con attenzione tutte le proposte dei tecnici locali. Su questo punto», aggiunge Primavera, «siamo convinti di avere impresso una direzione innovativa, dimostrando che anche in questo, le cose potevano cambiare».
Il gruppo Guardiagrele il Bene in Comune precisa che «proprio per questo motivo, nonostante gli ostacoli sulla presunta impossibilità di revocare il precedente incarico, conferito tra l’altro all’autore del Piano osteggiato dalla cittadinanza, la giunta Dal Pozzo, ha dato dare un preciso indirizzo agli uffici, ribaltando vecchie logiche e vecchie modalità operative. Ora, quindi», prosegue il gruppo, «visto che gli atti sono pronti da mesi, non c’è più tempo da perdere. Per questa ragione, chiediamo all’amministrazione comunale di riconvocare con immediatezza il consiglio comunale, per dare corso a quanto la contrada attendeva, praticamente da anni, indicando il termine di 30 giorni per procedere, dal momento dell’approvazione del nostro ordine del giorno. Se il provvedimento approderà in consiglio», conclude il gruppo, «vorrà dire che, anche su questo punto l’amministrazione Di Prinzio condivide un percorso avviato dalla giunta precedente. Diversamente, dovremo invece prendere atto che non vi è volontà politica, ma sarebbe però davvero inspiegabile e ingiustificabile».
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