Dal Pozzo: spariti i fondi per l’acquedotto

13 Febbraio 2015

Guardiagrele, il consigliere di centrosinistra scrive al prefetto: potenziare l’Avello è una necessità

GUARDIAGRELE. Sembrano spariti i fondi stanziati per la sistemazione dell’acquedotto Avello. A lanciare l’allarme è il consigliere comunale di opposizione Simone Dal Pozzo evidenziando che i finanziamenti, previsti dal cosidetto decreto “Sblocca Italia” possono essere stati dirottati verso altre destinazioni.

«Nell’ultima assemblea convocata dal Comitato per l’acqua lo scorso 29 novembre», ricorda Dal Pozzo, «si era capito che, per avere la disponibilità dei fondi, bisognava verificare lo stato e la posizione del progetto presentato dalla Sasi e che, in particolare, fosse necessario lavorare per l’inserimento del progetto nell’accordo Stato-Regione, nel quale si definiscono le modalità di spesa e gli interventi da sostenere».

Dal Pozzo, evidenzia che ora la disponibilità di quelle risorse da assegnare al progetto per l’Avello, immediatamente cantierabile, sembra essere messa in discussione. «È vero», continua Dal Pozzo, «che, come ha confermato la Sasi, quel progetto era collocato tra le riserve e, pronto ad essere finanziato, in mancanza di esecutività di altri interventi. Però», osserva Dal Pozzo, «è senz’altro inammissibile che si pensi di trascurare un intervento risolutivo per il territorio di riferimento del nostro acquedotto». L’esponente del centrosinistra guardiese, annuncia poi che, al fine di conoscere il reale stato della situazione, è stata inoltrata una nota al prefetto, nella quale si chiede di porre in essere gli atti necessari ad accertare la provenienza, l’entità e la destinazione dei fondi, in considerazione del carattere di urgenza rivestito dai lavori sull’Anello.

«Abbiamo anche inoltrato», aggiunge Dal Pozzo, «una formale richiesta di accesso agli atti all’Ato unico, con contestuale richiesta di copie dei documenti relativi all’istanza di finanziamento e allo stato della procedura amministrativa, per capire la reale situazione e avere certezza sulla veridicità del presunto dirottamento dei fondi».

Dal Pozzo, ricorda quindi che, all’incontro con la Sasi, venne anche raccomandata la definizione di un accordo tra Aca e Sasi, cosa che dovrebbe ora essere facilita dal fatto che oggi l’Ato è unico. «Purtroppo», osserva Dal Pozzo, «siamo fermi ancora alle rassicurazioni e agli impegni assunti davanti al prefetto nell’incontro del gennaio 2014 e non ci sembra che si siano fatti concreti passi avanti per definire un protocollo che prevede prestazioni esigibili dalle parti, in caso di emergenza. Sappiamo che la situazione dell’Aca è particolarmente seria dal punto di vista finanziario», conclude Dal Pozzo, «ma non ci sembra più rinviabile la definizione di un patto che tuteli il nostro territorio in casi di emergenza e nemmeno è possibile, che ci si debba ancora raccomandare a condizioni meteorologiche favorevoli per scongiurare la mancanza di acqua».

Giovanni Iannamico

©RIPRODUZIONE RISERVATA