Dall’assassino nessun pentimento Stamattina i Ris arrivano a Gissi

3 Gennaio 2024

Gli specialisti dell’Arma chiamati a individuare il luogo esatto dov’è stata uccisa Carolina D’Addario I familiari della vittima si sottoporranno al Dna per verificare tracce della presenza di altre persone

GISSI. Si cercano nuovi elementi sull’omicidio di Carolina D’Addario. I carabinieri del Ris di Roma arriveranno questa mattina alle 11 a Gissi. D’Addario, 84 anni, è stata uccisa con una coltellata sotto l’ascella. Accusato di averla colpita a morte è Flavio Giovanni Meo, 59enne di Palmoli da anni domiciliato a Gissi. La lama ha trapassato il polmone sinistro. La pensionata è stata ferita a una mano nel tentativo di difendersi. L’omicidio dovrebbe sarebbe nella stanza che si affaccia sul vico del Sole, che l’anziana utilizzava come laboratorio di sartoria.
LA pERIZIA DEI RIS
Questo particolare saranno i Ris a confermarlo attraverso le tracce ematiche che saranno rilevate nell’abitazione della pensionata. Il Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma cercherà di capire se ci sono tracce utili anche fuori dalla casa. Gli esperti cercheranno nel vicolo del Sole anche eventuali tracce di urina che sarebbero all’origine di una lite scoppiata fra l’anziana e il suo assassino. La casa della vittima è stata posta sotto sequestro per cristallizzare la situazione e permettere di utilizzare le tecniche più moderne nella ricerca di eventuali Dna di estranei. Per questo i familiari della vittima hanno dato piena disponibilità a sottoporsi a eventuali comparazioni del Dna. Al sopralluogo assisterà la figlia di Carolina, Teresa Rucci, con il suo avvocato Alessandro Orlando. Sul posto anche l’avvocato di Meo, Luigi Masciulli.
LA POSIZIONE DI MEO
Al momento la Procura della Repubblica non ha ancora concesso il nullaosta alla sepoltura della pensionata. La salma resta a Chieti per eventuali ulteriori accertamenti. Meo resta in carcere con le accuse di omicidio volontario e rapina, entrambi i reati pluriaggravati. Come previsto dalla legge in caso di femminicidi, è in isolamento. L’uomo non può vedere nessuno se non il suo avvocato di fiducia. L’eccezione procedimentale presentata dall’avvocato Masciulli, impossibilitato ad assistere al primo interrogatorio del suo assistito, è stata rigettata dal giudice Fabrizio Pasquale. Il 59enne è guardato a vista dagli agenti di custodia per evitare azioni autolesioniste, e non è escluso che venga trasferito in un altro carcere.
LE INDAGINI
Intanto in paese i carabinieri continuano ad ascoltare le testimonianze dei cittadini e di coloro che hanno visto Meo prima e dopo l’omicidio. A detta di tutti il 59enne non appariva affatto provato, né agitato. Dopo aver gettato il coltello col quale avrebbe ucciso Carolina in un dirupo, ha raggiunto il bar di corso Remo Gaspari ed è rimasto nel locale diverso tempo. Subito dopo avrebbe dato una mano a un paesano a sistemare una catasta di legna. È rimasto imperturbabile anche quando i carabinieri hanno bussato alla sua porta e lo hanno fermato. È probabile che oggi dopo l’incidente probatorio dei Ris a Gissi, Meo riceva una nuova visita dal suo avvocato. Forse allora prenderà coscienza della gravità di ciò che ha fatto.
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