«Dalla carpenteria ai rifiuti pericolosi, Arap chiarisca»

29 Aprile 2018

ATESSA. «Con una delibera dell’autunno 2016 un lotto di terreno veniva ceduto a un privato con la garanzia di dare prosecuzione a un’attività di carpenteria metallica. Oggi quella stessa area viene...

ATESSA. «Con una delibera dell’autunno 2016 un lotto di terreno veniva ceduto a un privato con la garanzia di dare prosecuzione a un’attività di carpenteria metallica. Oggi quella stessa area viene data a un altro privato per costruire un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo. L’Azienda regionale delle attività produttive ha il dovere di chiarire». Lo afferma il consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco, che presenterà un’interpellanza sulla vicenda. «Il provvedimento assunto dall’Arap concernente il progetto presentato dalla società Di Nizio Eugenio», spiega Bracco, «riguarda la realizzazione di un impianto di trattamento di scarti sanitari a rischio infettivo, con adiacente un deposito per rifiuti sia pericolosi che non, nella frazione Saletti di Atessa. A tal fine l’Arap, il 12 marzo scorso, ha autorizzato la società Colasante Holding alla cessione in locazione, a beneficio della Di Nizio, del lotto di terreno sul quale l’impianto potrebbe sorgere. Ma nel 2016 l’Arap aveva concesso l’area alla Colasante a patto che proseguisse l’attività di carpenteria metallica e mantenesse i livelli occupazionali: l’ente regionale», conclude Bracco, «ha di fatto autorizzato l’esercizio di un attività diversa a quella certificata come esistente».