Dalla Regione ecco la delibera che salva l’ospedale
ATESSA. La giunta regionale “sposa” la proposta del consiglio comunale di Atessa sulla riconversione del San Camillo in ospedale di zona disagiata, che inoltre avrà la Medicina del lavoro a servizio...
ATESSA. La giunta regionale “sposa” la proposta del consiglio comunale di Atessa sulla riconversione del San Camillo in ospedale di zona disagiata, che inoltre avrà la Medicina del lavoro a servizio della più grande area industriale del Centro-sud. E lo fa, come promesso da D’Alfonso e Paolucci, con una delibera che mette nero su bianco gli intenti. Ora la battaglia si sposta sui tavoli ministeriali. La delibera -emanata il 7 novembre, all’indomani del consiglio comunale atessano- per prima cosa stabilisce che, nella fase attuale di dialogo e proposta con i ministeri della Sanità e dell’Economia, la Asl interrompa quei provvedimenti amministrativi di “razionalizzazione” sulla riconversione in atto del San Camillo; quindi si riconosce «al territorio di Atessa una specificità geografica anche in ragione di un complicato e significativo contest orografico ed ambientale definibile “area di confine” in ragione della sua lontananza dai sistemi urbani della costa e delle aree forti delle città capoluogo di regione». E finalmente si afferma che la proposta di riconversione in ospedale di zona disagiata è «assumibile ai fini di assicurare un futuro ad un presidio di sicurezza nel comprensorio Sangro-Aventino, quale storicamente è sempre stato l’ospedale di Atessa, in maniera efficace ed efficiente». «La delibera è una svolta molto importante», sottolinea il sindaco Giulio Borrelli, «è un cambio di rotta rispetto alle scelte del passato. Andremo ora a Roma più forti e rinfrancati e dovremo lavorare tutti assieme, amministratori del territorio, forze politiche e cittadini, con rinnovata energia». «Solo uno spot», bollano, invece, la delibera i consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, «l’unico modo di annullare il declassamento del San Camillo è quello di approvare una legge regionale che modifichi i decreti nei punti in cui si riferiscono all’ospedale di Atessa». (m.d.n.)

