Dalla scuola al G7 giovani per parlare di migranti

1 Giugno 2017

L’esperienza di 4 ragazzi del Di Savoia a Catania per simulare il summit dei “Grandi” «Abbiamo portato la nostra esperienza come quando erano gli italiani a emigrare»

CHIETI. Catania, YounG7: alunni in abiti formali, provenienti da trentaquattro scuole italiane, hanno partecipato a commissioni, raduni e dibattiti per risolvere - seguendo i protocolli ufficiali - questioni cruciali per l’Europa e per il pianeta, dal fenomeno dell’immigrazione alla fame nel mondo. Una “simulazione” che ha portato i sui frutti: tra gli istituti, ad essere stato selezionato per sbarcare in Sicilia, quello del Luigi Di Savoia, che è tornato a casa più che soddisfatto. Gli studenti Giulia Quintili e Alessio Matricardi della quarta B informatica hanno vinto un viaggio al Campus party di Milano, quella che è stata già definita come «la più grande esperienza tecnologica al mondo». A partecipare al raduno young anche Sara D’Orazio della terza A e Gianni Bucci della terza B informatica.
«Questa è stata la prima edizione del G7 giovani» dice la docente dei ragazzi Monica Fagnano, «un'iniziativa a cui abbiamo partecipato collateralmente al nostro Parlamento europeo», quello promosso dalla scuola e finito prima del G7 Young. L’arrivo a Catania c’è stato il 22 maggio, l’iter dei lavori è durato fino al 25 e, il giorno dopo, la ripartenza: otto commissioni tematiche di 18 studenti ciascuna, di cui 3 vincitrici, che hanno rappresentato i sette paesi membri oltre all’Unione Europea e che hanno lavorato rigorosamente in lingua inglese. A raccontare come è andata sono i due vincitori teatini.
Come si sono svolti i lavori? «Nello stesso modo di quelli del Parlamento europeo, di cui già avevamo svolto una simulazione. Ogni coppia, in questo caso, rappresentava un Paese, con un documento in cui se ne descriveva la condizione attuale. La nostra commissione - i cui membri hanno poi vinto dei premi - ha dovuto affrontare la questione immigrazione», spiega Alessio. E che soluzioni avete trovato? «Abbiamo deciso di dividere Paesi con soggiorno permanente da quelli che hanno scelto un soggiorno temporaneo. Non abbiamo ritenuto giusto che solo alcuni Stati dovessero accogliere», risponde Giulia.
Voi rappresentavate l'Italia: qui, secondo voi, quali problemi ci sono in merito? «In generale in Europa il problema è urgente. Ma altre realtà non avvertono la questione come da noi. Bisogna essere flessibili, per trovare delle soluzioni concrete», continua Alessio. Vi siete dovuti preparare bene. «Decisamente. Abbiamo studiato il nostro Paese nel secolo scorso, quando da qui si emigrava. C’è un flusso immigratorio maggiore oggi, ma anche dall’Italia si continua ad emigrare», aggiunge lo studente. Meglio il vostro G7 o quello dei “grandi”? «Il nostro. In quello “normale” non si arriva a compromessi, mentre noi abbiamo vissuto un’esperienza fantastica. Con tanti ragazzi molto preparati, all’insegna del dialogo». Soddisfatta la preside, Anna Maria Giusti: «La linea educativa della nostra scuola resta quella che vuole promuovere una cittadinanza attiva, sviluppare competenze civiche e sociali».
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