«Dalle istituzioni neanche una telefonata»

5 Aprile 2016

Atessa, parla il titolare del bar andato distrutto nell’incendio appiccato all’auto rubata. I danni ammontano a 80mila euro

ATESSA. Dopo quasi due giorni rimane ancora un acre odore di bruciato a far da corollario alle saracinesche accartocciate e agli altri evidenti segni del rogo che si è sprigionato alle 23 di sabato scorso davanti al bar Poker, in contrada Saletti. Che si sia trattato di un atto doloso non ci sono dubbi: le fiamme si sono sprigionate da una Fiat Cinquecento, rubata e lasciata deliberatamente proprio sotto la tettoia del locale.

L’attentato incendiario è un fatto grave, un segnale da non sottovalutare. Non si esime a raccontare i fatti Giovanni Lucalzi, proprietario dell’esercizio commerciale. «Il sabato chiudiamo alle 16 per riaprire lunedì mattina. Erano circa le 23, mi trovavo a cena, quando mi hanno chiamato sul cellulare dicendo che il locale stava andando a fuoco. Mi sono precipitato sul posto e il rogo aveva già prodotto i suoi danni. Non ho avuto mai, ribadisco mai, nessuna minaccia né intimidazioni. Che cosa c’entro io con tutto questo, perché hanno colpito me? Non lo riesco a capire», scuote la testa il titolare, «il locale va bene, non ho debiti, non gioco, non sono vittima di strozzini, ho cinque dipendenti che oggi mi stanno aiutando in mezzo a questo macello».

Gli ignoti autori del rogo -sul caso indagano i carabinieri di Atessa agli ordini del tenente Marco Ruffini- hanno prima spostato tavoli e panche in legno, posti sotto la tettoia, quindi hanno portato la Fiat vicino alle saracinesche e l’hanno cosparsa di liquido infiammabile. Le fiamme hanno subito svolto la loro azione devastatrice. L’allarme è stato dato da alcuni automobilisti di passaggio. Il bar Poker si trova, infatti, lungo la trafficata Provinciale 119 (detta Sangritana) ed è adiacente ad altri esercizi commerciali che, per il pronto intervento dei vigili del fuoco arrivati da Casoli, non hanno subito danni. Il rogo è stato spento dopo circa quattro ore.

Il locale non ha telecamere quindi è difficile, per il momento, risalire agli autori. Lucalzi risiede a Fossacesia e ha rilevato il locale da circa tre anni. Il rogo ha prodotto danni per circa 80mila euro: oltre alla devastazione esterna, tutta la parte in plastica dell’interno è stata liquefatta dalle alte temperature, che hanno danneggiato anche il balcone al primo piano della palazzina, locali che però non sono abitati. L’auto, una Fiat Cinquecento vecchio tipo, di colore bianco, è stata rubata nel Foggiano.

«Mi dispiace», continua Giovanni Lucalzi, «che non ci sia stata una presa di posizione delle istituzioni ieri e oggi (domenica e lunedì per chi legge, ndc). Non si è visto nessuno né alcuno mi ha telefonato; sembra una cosa normale quello che è successo qui, ma non è normale che un locale sia distrutto con queste modalità. Oggi è successo a me e domani potrebbe capitare ad altri. Questa è una zona ancora tranquilla, speriamo che lo continui ad essere».

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