Daniela sorpresa alle spalle e strangolata

La donna non è riuscita a reagire alla presa del compagno. Martella non risponde al giudice: in carcere è controllato a vista
VASTO. Lo sguardo perso nel vuoto, il volto pallido e teso. Ha fatto scena muta ieri mattina davanti al gip Anna Rosa Capuozzo e al pm Giancarlo Ciani, Joseph Martella, 56 anni, l’uomo che domenica sera ha strangolato la compagna, Daniela Marchi, 53 anni, con un cavo elettrico. Il suo difensore, l’avvocato Massimiliano Baccalà,come anticipato al Centro nell’edizione di ieri, ha suggerito al suo cliente di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’arresto per omicidio volontario è stato comunque convalidato. La difesa ha chiesto al gip una misura afflittiva alternativa al carcere e il giudice si è riservato di decidere. Pochi minuti dopo Martella è risalito sul blindato che lo ha riportato nel carcere di Torre Sinello di Vasto. L’autopsia eseguita dal medico legale Pietro Falco ha confermato la morte di Daniela Marchi per asfissia meccanica. La donna non è riuscita a divincolarsi. È morta in pochi secondi. La casa in cui la coppia abitava è stata posta sotto sequestro. «Con l’aiuto della polizia scientifica cercheremo di raccogliere il maggior numero di elementi per fare piena luce sul movente del delitto», spiega il vicequestore aggiunto, Alessandro Di Blasio.
L’udienza di convalida. Il silenzio di Joseph Martella non è servito a evitargli la convalida dell’arresto. L’orrore di cui è reso responsabile confessato subito agli operatori del 118 ha sconvolto la città. “Omicidio volontario per impeto d”ira”, recita il capo d’imputazione confermato dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani. Martella per il momento resta in cella d’isolamento ma è controllato a vista dagli agenti della polizia penitenziaria per evitare che compia qualche gesto estremo. «Ho cercato di tranquillizzarlo ma è comunque sconvolto», dice l’avvocato Baccalà.
La ricostruzione del delitto. Ad aggravare la posizione di Martella c’è la ricostruzione dell’omicidio fatta dalla polizia. «Quando siamo arrivati sul posto, il corpo di Daniela Marchi era supino. Alle spalle della donna un mobiletto. Accanto un altro mobile. Lei era appena uscita dalla cucina e in quello spazio angusto ha potuto muoversi pochissimo», racconta il vicequestore Di Blasio, secondo il quale la vittima è stata aggredita a sorpresa alle spalle. «La tumefazione più grossa è sulla gola. Segno che il cappio è stato stretto da dietro», aggiungono gli investigatori. Joseph Martella non aveva neppure un graffio. Fra la vittima e il suo assassino non c’è stata quindi alcuna colluttazione. «Lei non è riuscita neppure a toccarlo, altrimenti nel tentativo di difendersi lo avrebbe graffiato e sotto le sue unghie avremmo trovato tracce di epidermide» annota il dirigente del commissariato. L’appartamento della coppia è sotto sequestro. Nelle prossime ore è previsto un sopralluogo della polizia scientifica. Saranno controllati appunti e bollette e tutto quanto può aiutare gli investigatori a scoprire l’origine della lite sfociata nell’omicidio.
L’autopsia. L’esame autoptico eseguito dal medico legale Pietro Falco ha confermato che Daniela Marchi è morta in pochi secondi per “asfissia meccanica violenta acuta”. «Sul collo erano evidenti segni di costrizione», si limita a dire il perito. Il solco profondo sul collo è compatibile con il cavo elettrico trovato vicino al corpo. L’esame degli organi interni del collo hanno confermato la compressione violenta. La salma al termine della perizia medico legale è stata messa a disposizione della famiglia. Daniela Marchi pur avendo la residenza a Vasto ha la mamma e la sorella che vivono a Roma. L’agenzia funebre Cordisco ha presentato ieri al Comune di Roma l’autorizzazione al trasferimento del feretro nella Capitale. La risposta del Comune capitolino dovrebbe arrivare nel pomeriggio.
Paola Calvano
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