Danni da maltempo, sindaci ancora a Roma

16 Marzo 2017

Hanno incontrato Realacci e Di Stefano per avere risposte: «Risorse incerte, non ci fermeremo qui»

SAN SALVO. Sono tornati a Roma per ottenere certezze su rimborsi e risoluzione dei danni causati dal maltempo dello scorso gennaio. I primi cittadini di San Salvo, Tiziana Magnacca, Villalfonsina, Mimmo Budano, Cupello, Manuele Marcovecchio, Monteodorisio, Saverio Di Giacomo, Casalanguida, Luca Conti, e Casalbordino, col vicesindaco Luigi Di Cocco, hanno incontrato ieri il presidente della commissione ambiente Ermete Realacci e il parlamentare Fabrizio Di Stefano. La delegazione era in rappresentanza anche dei sindaci di Gamberale, Palombaro, Orsogna, Paglieta, Borrello, Perano, Montazzoli e Roio del Sangro. «Vogliamo risposte chiare non solo chiacchiere»: questo lo spirito che ha guidato l’incontro durante il quale si è discusso anche dei rimborsi Enel dovuti al disservizio. «Su questo punto», afferma Conti, «abbiamo avuto garanzie da parte di Realacci. Ci saranno rimborsi automatici, previsti per legge, sulle prossime bollette di fatturazione e rimborsi accessori, cioè extra, dovuti a danni accertati». L’incontro segue la manifestazione di alcuni giorni fa, sempre a Roma, sul Decreto terremoto e maltempo, alla quale hanno partecipato anche i sindaci del Teramano. «Non ci fermeremo qui», continua Conti, «siamo preoccupati sull’incertezza delle risorse a disposizione e sulla debolezza del Decreto in materia di provvedimenti riguardanti i danni del maltempo. Questa settimana sarà cruciale in termini di modifiche da apportare al Decreto. Per questo invitiamo tutti i sindaci ad alzare la guardia su questo provvedimento. Denunciamo», conclude il sindaco di Casalanguida, «la scarsa attenzione della Regione che, ormai, sembra essersi disinteressata a quel che è accaduto nella drammatica settimana tra il 17 e il 20 gennaio scorso. D’Alfonso non solo ha perso un’occasione per stare con i suoi sindaci nella manifestazione romana ma, ancor più grave, è il suo silenzio mentre in commissione e in Parlamento in questi giorni si stanno svolgendo passaggi decisivi su questo Decreto. Lo stesso vale per il presidente della Provincia: la sua iniziale protesta a Roma, unitamente agli altri presidenti di Provincia e sindaci, per poi abbassare ogni attenzione su questa situazione e rientrare subito, a quanto pare, nei ranghi di partito».

Matteo Del Nobile