Danni dei cinghiali all’auto «La Regione paghi subito»

L’ente condannato a risarcire automobilista dopo un incidente sulla Fondovalle Fa appello ma il giudice nega la sospensiva. Avas: riconosciute le responsabilità
LANCIANO. Si era scontrato con un cinghiale sulla Fondovalle Sangro riportando gravi danni all’auto. Ora, dopo aver vinto la causa di risarcimento al giudice di pace di Lanciano, l’automobilista, assistito dall’avvocato Anna Franca Rossetti, vice presidente dell’Avas (Associazione vittime animali selvatici) “Daniela Martorella”, ha ottenuto il pagamento immediato dei danni, prima ancora che si chiuda l’appello chiesto dalla Regione. Il giudice dell’Aquila, infatti, non ha accordato la sospensiva alla Regione che, ritenuta responsabile dei danni, ha dovuto pagare. «Il mio assistito ebbe un incidente il 9 marzo 2013 attorno alle 19», spiega l’avvocato Rossetti, «mentre percorreva la Fondovalle, direzione mare-monti, nel territorio di Archi. Un cinghiale sbucò all’improvviso per attraversare la strada e l’urto fu inevitabile. L’auto riportò danni per 2.348,81 euro. Completate le pratiche, la domanda di risarcimento è stata accolta dal giudice di pace Giuseppe Di Francesco che ha condannato la Regione, responsabile della fauna selvatica, a pagare la somma e le spese legali. Come sempre accade in questi casi, la Regione ha fatto appello e ha chiesto la sospensione dell’esecutività del pagamento del risarcimento, ma il giudice aquilano ha rigettato la sospensione, di fatto anticipando la sentenza: il tribunale ha riconosciuto la fondatezza anche in tema di responsabilità della Regione e delle ragioni del cittadino che ha quindi diritto, sussistendone i requisiti di legge, e provando le proprie ragioni, a chiedere all’ente il ristoro dei danni subiti a seguito di un sinistro con un cinghiale». Risarcimento ottenuto per un automobilista, ma le cause pendenti sono tante. «Abbiamo decine di pratiche», dice Rossetti, «per assistere le vittime di incidenti con animali selvatici, che è poi la mission dell’Avas (nata dopo l’incidente, causato da un cinghiale, in cui morì Daniela Martorella, ndc) perché nella nostra regione stanno aumentato in maniera esponenziale. E non ci si adegua alle normative. Non solo, nella riunione fatta pochi giorni fa dall’Avas a Torricella Peligna, abbiamo avuto la triste constatazione dei danni che gli ungulati stanno facendo anche al mondo agricolo». Nelle aree interne ci sono campi devastati e si stanno abbandonando le colture. «Nessuno si sente più di coltivare terreni per alimentare i cinghiali e altra fauna selvatica», chiude l’avvocato, «come Avas cerchiamo di indirizzare le domande di risarcimento sia in agricoltura che per incidenti stradali. Con i nostri esperti facciamo consulenza, assistenza, per quanto possibile gratuitamente, perché la materia è complessa, in continua evoluzione giurisprudenziale e i cittadini potrebbero trovarsi, oltre a non ottenere alcun risarcimento, a dovere affrontare ingenti spese legali, anche di un doppio grado di giudizio».
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