Danni dei cinghiali, risarcimenti collettivi

22 Novembre 2016

Dopo la condanna della Regione al via la class action con 13 automobilisti. E alla Marina c’è paura anche per i daini

VASTO. Emergenza cinghiali e danni agli automobilisti: si va verso la class action per la richiesta dei risarcimenti. La circolazione stradale è sempre più a rischio sulle strade del Vastese con la riviera invasa non soltanto dagli ungulati ma anche dai daini. In una settimana sono 13 gli automobilisti che si sono rivolti all’avvocato Sebastiano Del Casale per essere risarciti dai danni provocati da incidenti causati dai cinghiali.

«L’ultimo mio cliente ha avuto un incidente giovedì scorso sulla Vasto-San Salvo. La sua vettura è stata colpita e poi proiettata sulla corsia opposta di marcia. I danni alla vettura ammontano a più di cinquemila euro ma per fortuna lui non ha riportato danni fisici», racconta Del Casale. Il numero dei richiedenti aiuto è tale da far pensare all’avvio della class action contro la Regione, l’ente che i giudici di Appello ha indicato come responsabile dei danni provocati dalla fauna selvatica. E come se non bastassero i cinghiali, da qualche tempo si aggiungono i daini. Lungo la riviera al di sotto della collina di San Nicola di tanto in tanto fa capolino un esemplare. Lo stesso accade a Torre Sinello, nelle vicinanze della carcere-casa lavoro. Cinque gli esemplari avvistati durante il fine settimana. Ma se i daini non attaccano l'uomo, i cinghiali diventano sempre più aggressivi. «Ma sono anche sempre più numerosi. La disavventura della signora che sabato sera si è trovata davanti 15 esemplari è tutt’altro che rara. Purtroppo, spesso le vittime non chiamano neppure le forze dell’ordine. Questo è un grosso errore. Il verbale dei militari è fondamentale. Il numero di richieste di risarcimento ormai è tale da non escludere una class action», conferma l’avvocato Del Casale forte delle sentenze che sia in primo grado e sia in appello danno sempre più spesso ragione ai ricorrenti. Secondo un indirizzo prevalente, l’ente preposto alla tutela risarcitoria degli automobilisti danneggiati dagli animali selvatici è la Regione. «La Regione è titolare del potere di controllo e gestione della fauna selvatica ed è per questo obbligata ad adottare tutte le misure idonee ad evitare che la fauna arrechi danni a persone o cose e, in caso di violazione di tale obbligo, diventa responsabile, ex art. 2043 del codice civile», ricorda l’avvocato Del Casale. «I giudici compresi quelli d’appello sono arrivati a tale conclusione partendo dall’assunto che, sebbene la fauna selvatica rientri nel patrimonio indisponibile dello Stato, la legge attribuisce alle Regioni a statuto ordinario l’emanazione di norme su gestione e tutela di tutte le specie della fauna selvatica (art. 1, comma terzo) e affida alle medesime i poteri di gestione, tutela e controllo».

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