Danno fuoco all’auto per incendiare il bar

Il veicolo è stato rubato e bruciato sabato notte: le fiamme hanno distrutto l’esterno di un locale in contrada Saletti
ATESSA. Hanno lasciato l’auto di traverso sotto la tettoia, dove di solito ci sono sedie e tavolini, e hanno dato fuoco al mezzo. Le fiamme, in poco tempo, hanno avvolto le travi di legno e gli arredi di plastica e arroventato il metallo delle saracinesche del bar. È uno scenario apocalittico quello che si trovano davanti vigili del fuoco e carabineri, intervenuti la scorsa notte in contrada Saletti, ad Atessa, dopo la chiamata di alcuni automobilisti di passaggio lungo la Provinciale 119, verso la Val di Sangro.
Sono passate le 23 di sabato sera quando l’attentato incendiario -perché è a questa ipotesi che riportano le prime risultanze degli investigatori- viene messo in atto. Una Fiat Cinquecento bianca, vecchio modello, viene abbandonata sotto la tettoia del bar Poker, a Saletti. L’auto è per tre quarti sotto il gazebo esterno del locale. Non è un parcheggio quello, ma il posto di tavolini e sedie per i clienti del locale. Verosimilmente, poi, al mezzo viene dato fuoco. Un inferno di fiamme in poco tempo divora il legno della tettoia e la plastica degli arredi esterni. Il fuoco deforma le saracinesche che si gonfiano e piegano, come se ci fosse stata un’esplosione all’interno. Il rogo viene avvistato dalla strada provinciale Sangritana e scatta l’allarme. Sul posto arrivano i vigili del fuoco del distaccamento di Casoli, che impiegano circa quattro ore per spegnere il rogo, e i carabinieri della compagnia di Atessa che indagano sull’accaduto.
Non viene esclusa nessuna pista, ma quella del dolo è la più probabile. Si ipotizza che le fiamme siano partite dall’auto, anche se è difficile risalire all’origine del rogo: è andato tutto bruciato e non è stato trovato alcun innesco sul posto. Gli investigatori non si sbilanciano, ma emerge chiaramente che la presenza dell’auto lì stona. Anzi, c’è un dettaglio inquietante: è stata rubata nel Foggiano e, quindi, abbandonata lì di proposito. I carabinieri hanno già ascoltato il proprietario del bar, G.L., che non avrebbe saputo spiegare i motivi di un tale gesto, di un’eventuale ritorsione. Né su di lui né sul locale ci sarebbero ombre. Sabato il bar era chiuso dal pomeriggio. L’attività commerciale non ha telecamere che avrebbero potuto immortalare l’azione, segno che il tutto è stato studiato a puntino. Le fiamme hanno raggiunto anche la casa sopra il locale, che però è disabitata. Non si sono propagate, invece, al vicino outlet di vestiti, pure chiuso. Le indagini sono solo all’inizio.
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