«Date ai privati l’autoporto in abbandono»

4 Agosto 2015

San Salvo, Di Michele Marisi: la Regione pensi ad associazioni, imprenditori o a giovani con start-up

SAN SALVO. Sei mesi fa le famiglie di San Salvo avevano suggerito di utilizzare l’autoporto per ospitare i nuclei indigenti. Ieri Marco Di Michele Marisi davanti al progressivo degrado di una struttura che non interessa più a nessuno se non a gruppi di balordi, ha lanciato una nuova idea. «La Regione dia in affido quella struttura costata decine di milioni a qualche privato. Datela a chi ha progetti: associazioni, imprenditori o a giovani con start-up. Sempre meglio dell’abbandono. Visto che non serve più a nessuno affidatela a chi potrebbe trasformala in un serbatoio di opportunità occupazionali», propone il giovane rappresentante del centrodestra vastese.

Un anno fa l’annuncio di nuovi finanziamenti dalla Regione e l’avvio di trattative anche con la Sangritana aveva riacceso le speranze sul futuro dell’autoporto. Ma agli annunci è seguito il nulla. L’autoporto è nel più completo abbandono. La strutture è diventata il regno dei vandali e l’emblema della politica sciupona. Sparito tutto il materiale elettrico e ferroso. Gravi i danni ai soffitti e ai quadri elettrici. Sono trascorsi dieci anni dall’inaugurazione in pompa magna alla presenza di ministri e industriali. I numeri erano da grandi aspettative: 48 piazzali, uffici e bar-ristoro, magazzino “gomma-gomma”. Il tutto spalmato su 84mila metri quadri di estensione per una spesa complessiva che sforò i 33 milioni di euro. «Non è possibile che una struttura del genete che potrebbe divenire uno snodo ferroviario collegato col porto di Punta Penna, venga lasciata alle aggressioni del tempo e dei teppisti», conclude Marisi. (p.c.)

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