«Datemi i farmaci alla cannabis»

4 Agosto 2017

Il musicista Pellegrini tornato libero riprende la battaglia per la cura della fibromialgia

CHIETI. Riparte dal policlinico, anzi dall’ufficio anagrafe del Comune di Chieti, dove è andaro a chiedere la residenza dopo averla dovuta trasferire a Roma negli anni scorsi, la battaglia di Fabrizio Pellegrini, il pianista chietino di 49 anni tornato in libertà dopo aver scontato la pena per coltivazione di cannabis. A Pellegrini la Asl non riconosce i farmaci cannabinoidi per curare la fibromialgia dalla quale è affetto. Pellegrini, che dallo scorso 28 luglio è tornato libero grazie a una riduzione della pena pari a un anno, accompagnato dal suo avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia Giustizia e Libertà Abruzzi, ha tenuto ieri una conferenza stampa, alla quale ha preso parte anche il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, davanti all’ospedale teatino dove, non appena ottenuta la residenza, verrà presentata la domanda per avere il farmaco necessario a curare la fibromialgia.
«Nel 2006 presentai qui la prima richiesta ospedaliera di importazione dei cannabinoidi», afferma Pellegrini, «e dopo 11 anni succede che ho subìto il travaglio delle carceri, degli arresti, della soluzione autonoma, dell’autoproduzione sanzionata. Sono tornato adesso. La mia odissea sta per finire, la conclusione è il soddisfacimento dell’erogazione farmaceutica. Spero che la cannabis arrivi al più preso anche perché i tempi», aggiunge Pellegrini, «non possono dilatarsi più di tanto. La proposta di Acerbo fu la migliore presentata, poi però fu disapplicata, anzi manipolata e aggiustata a piacere di chi ha pensato di escludere la mia patologia ed escludere anche me. Non mi arrendo, vivere in questo Paese con un inghippo sanitario del genere sarebbe come non garantire il principio costituzionale. Non posso né negare né asserire che coltiverò marijuana, però l’ovvietà è che sia soddisfatta la richiesta che stiamo per protocollare. Così», conclude il musicista, «non si può andare avanti: sono perseguito dalla legge mentre il sistema sanitario non ottempera alle necessità dei cittadini richiedenti».
Dal canto suo Acerbo evidenzia che, quando era commissario ad acta, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, emanò un decreto che esclude dall’erogazione gratuita dei farmaci a base di cannabis proprio la fibromialgia: «La legge di cui fui proponente fu giudicata dagli esperti la più avanzata d’Italia e fu approvata all’unanimità», sottolinea Acerbo, «ma il decreto si basa su un comma abrogato prima dell’entrata in vigore, quindi abbiamo il caso unico di una norma inesistente che cancella una legge in vigore».