Dayco, l’accordo non si trova

Vertice a Pescara tra azienda e sindacati: niente intesa sulla mobilità volontaria
CHIETI. Nessun accordo. Il vertice aziendale Dayco resta sulle proprie posizione e i sindacati pure. L’incontro del 31 agosto nella sede di Confindustria a Pescara ha lasciato la situazione in fase di stallo. Tutto rinviato al vertice del 14 in sede ministeriale a Roma, quando si siederà al tavolo anche il presidente del Consiglio d’amministrazione di Dayco mondo, Bruno Vallillo. Due giorni fa, a Pescara, per l’azienda c’erano invece solo la responsabile del personale Silvana Roatta, il responsabile della produzione Carlo Fulgenzi e il funzionario di Confindustria Giuseppe Fontana. I sindacati erano presenti con i tre vertici regionali di categoria, Carlo Petaccia per la Filctem Cgil, Franco Zerra per la Femca Cisl, e Giovanni Cordesco per la Uiltec Uil, oltre alla rappresentanza sindacale unitaria.
In ballo c’è la sorte dei 620 lavoratori distribuiti nei tre stabilimenti di Chieti Scalo e Manoppello della multinazionale leader in ricerca, progettazione, produzione e distribuzione di componenti essenziali del motore, sistemi di trazione e servizi per automobili, camion, macchinari edili, agricoli e industriali.
Il vertice aziendale aveva annunciato a luglio scorso 135 esuberi, annuncio al quale era seguita una risposta dura da parte dei sindacati, appoggiati anche dalle istituzioni locali, che avevano proclamato sciopero ad oltranza. L’azienda aveva poi deciso di fare un passo indietro e di trattare con i rappresentanti sindacali. Impegnandosi, al contempo, a scelte concertate. Impegni che, a detta delle organizzazioni sindacali, non sono stati rispettati. Tanto è vero che è scattata una nuova giornata di sciopero. L’incontro di due giorni fa è stato convocato proprio a seguito dell’astensione dal lavoro. Sul tavolo pescarese i sindacati hanno spiegato le proprie ragioni, mentre l’azienda ha tentato di accelerare sull’accordo per la mobilità volontaria. Ma sull’intesa i sindacati non hanno voluto sentire ragioni, rinviando tutto al vertice romano. L’azienda ha lamentato per questo motivo un dispendio di tempo non indifferente. Ma i sindacati hanno ribattuto di essere pronti fin da subito a dare un’occhiata al più volte richiesto piano industriale, che però pare sarà presentato solo nel corso dell’incontro ministeriale. (a.i.)
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