Dayco, scattano 4 giorni di sciopero

L’azienda promette 24 assunzioni, ma l’annuncio non ferma la protesta dei sindacati: «La chiusura non è scongiurata»
CHIETI. Quattro giorni di sciopero alla Dayco, da ieri fino a tutto sabato. Li hanno indetti i sindacati dopo l’incontro di martedì a Roma nel quale l’azienda si era impegnata a fare 24 nuove assunzioni a tempo determinato. Un impegno che non è bastato ad evitare la protesta, perché i sindacati temono ancora che gli stabilimenti di Chieti e Manoppello, che danno lavoro a 620 persone, siano a rischio chiusura. Ieri c’è stata un’assemblea davanti ai cancelli della sede teatina. I sindacati hanno spiegato ai lavoratori i contenuti dell’incontro ministeriale del giorno prima che si è concluso senza accordo. Nel corso del vertice, per quanto riguarda gli investimenti nel settore ricerca, la Regione, rappresentata da Giovanni Lolli, ha ricordato che Dayco ha vinto un bando Mise (Horizon 2020) che ha finanziato un progetto per 4,6 milioni di euro. Il vertice Dayco ha detto che «intende avvalersi dei contributi pubblici per la ricerca e sviluppo, in particolare quelli di Horizon 2020», si legge sul verbale dell’incontro. Ha confermato inoltre il mantenimento di tutte i 52 dipendenti del settore. Ma il sindacato ha obiettato che avrebbe voluto conoscere la tempistica degli investimenti per ricerca e sviluppo, settore particolarmente importante perché, se mantenuto e potenziato, indica la volontà dell’azienda di non andare via da Chieti e Manoppello. Per i sindacati, infatti, il settore va potenziato. Dayco ha annunciato anche investimenti in nuovi macchinari e la Regione ha confermato la possibilità di contribuire con risorse pubbliche. Ma il sindacato ha chiesto sforzi ulteriori. Dayco ha infine annunciato i nuovi contratti: 12 a Chieti e 12 a Manoppello. «Inizialmente», si legge sul verbale, «saranno a tempo determinato». Come a dire che dopo potrebbero diventare stabili. Per il sindacalista Cgil Carlo Petaccia, però, «le assunzioni sono legate solo al periodo in cui si deve recuperare produzione e fare magazzino». Lolli, infine, si è detto «pronto a riaprire un tavolo tra le parti», riconoscendo il diritto di sciopero dei lavoratori ma anche gli «sforzi dell’azienda». Anche per il vicepresidente della Regione, però, è di vitale importanza conoscere il cronoprogramma delle cose da fare.

