Dayco, secondo giorno di sciopero

4 Giugno 2017

I sindacati chiedono un incontro con il vertice americano del gruppo

CHIETI. Seconda giornata di sciopero alla Dayco. Hanno incrociato le braccia i 600 lavoratori dei due stabilimenti del gruppo, allo Scalo e a Manoppello, meno gli impiegati per cui il sabato non è giornata lavorativa. Temono per i loro posti di lavoro e chiedono che possa riprendere il dialogo tra vertice aziendale sindacati. Un dialogo che, a detta degli stessi rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, si è improvvisamente interrotto, nonostante le buone premesse dell’incontro dell’11 maggio scorso, quando non erano stati annunciati esuberi, ma solo la possibilità di spostamento dei dipendenti, sempre però all’interno dell’area Chieti - Manoppello. Le successive comunicazioni dell’azienda, non concordate con i sindacati, hanno però incrinato i rapporti. «Si era ad esempio deciso, in accordo con il vertice aziendale, che la giornata di sabato 3 giugno, l’azienda avrebbe chiuso i battenti per permettere ai lavoratori di godersi il ponte del 2 giugno», spiega Carlo Petaccia, responsabile regionale della Filctem Cgil, «poi, però, all’improvviso abbiamo saputo che sabato si sarebbe dovuto lavorare. Nonostante lo sciopero di mercoledì scorso, l’azienda va avanti senza accordo con i sindacati». Cgil, Cisl e Uil hanno richiesto un incontro con il management americano della multinazionale.
I sindacati vogliono incontrare l’amministratore delegato Nick Orlando, dopo aver già incontrato il presidente del consiglio d’amministrazione del gruppo, Bruno Vallillo. «Orlando ha inviato una missiva ai dipendenti», fa sapere ancora il sindacalista, «in cui dice di rispettare il diritto di sciopero ma esorta anche a non perdere produzione. Si dice anche pronto al dialogo e perciò a seguito di questa missiva e di questa disponibilità al dialogo, abbiamo chiesto un incontro. La Dayco è un’azienda sana, che non ha problemi di lavoro, ma le ultime posizioni non ci sono piaciute». (a.i.)