De Cesare inaugura la sede tra i cori: il nuovo siamo noi

L’imprenditore lancia la sfida con Pantalone, Maccione e Angeloni Ma le liste civiche che lo sostengono ora scendono a quattro
CHIETI. Tanto entusiasmo, ma anche pezzi di coalizione che spariscono. Paolo De Cesare, il candidato sindaco più giovane della campagna elettorale, inaugura la sua prima sede elettorale tra applausi e cori da stadio, ma dal suo cartellone elettorale sparisce una delle liste civiche che lo appoggiano. All’inizio erano in cinque e i simboli di Chi Ama Chieti, La Teatinità, Chieti c’è, Avanti Chieti e Azioni Politica campeggiavano ancora sino a qualche settimana fa sui cartelloni elettorali. Su quelli della sede di via Priscilla, invece, il simbolo di Avanti Chieti è scomparso. Alla presentazione delle liste di febbraio scorso la civica era stata presentata come una formazione a trazione scalina.
De Cesare taglia il nastro accerchiato dai sostenitori più fedeli, dal giovane imprenditore Manuel Pantalone, all’avvocato rappresentante della lista di Azione Politica Luca Maccione, all’inossidabile Giustino Angeloni presente con la sorella, Grazia Angeloni, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo 1. Tra il pubblico molti giovani, e meno giovani, imprenditori. Come Gianni Di Cosmo che posa in foto con Angelo De Cesare, padre del candidato: «Tornano i ragazzi terribili», dicono i due sorridendo dietro la mascherina e rievocando ricordi di un passato che dall’appellativo non sembra essere stato tanto tranquillo.
Parlano ai sostenitori solo De Cesare, Maccione e Angeloni. A quest’ultimo il compito di accendere gli animi con i temi e l’eloquio che gli sono propri, dalla teatinità – arma per attaccare il candidato sindaco del centrodestra Fabrizio Di Stefano – alla storia del calcio neroverde, citato anche il gol di Paolo Zaccagnini del 9 settembre 2001 contro il Pescara. Ce n’è anche per Bruno Di Iorio, che sarebbe appoggiato da pezzi di partiti e quindi non sarebbe davvero civico, ma l’avversario principale resta Di Stefano. «Se Di Stefano parla di fondi europei, mi chiedo perché non li ha portati nei suoi 5 anni da senatore, 5 anni da deputato, 8 anni da consigliere regionale e 5 anni da consigliere comunale. Con lui c’è il vecchio. Nelle nostre liste, invece, non c’è neanche un consigliere comunale uscente». Quanto al centrosinistra, risparmiato il candidato sindaco Diego Ferrara definito «bravissima persona», ma bocciato lo schieramento.

