De Cesare: io, vicesindaco per difendere la mia Chieti

L’imprenditore 28enne in giunta con Pantalone, si tratta per un terzo assessorato «Abbiamo vinto grazie alla voglia di rinnovamento, ora subito al lavoro per la città»
CHIETI. «Tra me e Diego Ferrara ci sono fiducia, stima e rispetto. Io lo chiamo il sindaco galantuomo. Ha detto che tra 5 anni mi passerà il testimone? In politica si dice che 5 anni sono un’era: vedremo». Paolo De Cesare, 28 anni, è l’azionista di maggioranza della nuova amministrazione: ha 7 consiglieri, due più del Pd. La sua nomina in giunta, insieme all’amico Manuel Pantalone, è cosa fatta. E non è escluso un terzo assessorato.
Vicesindaco De Cesare, come sta?
«Sono lusingato per il risultato conquistato contro ogni pronostico: una gioia immensa. Dopo 10 anni inconcludenti con il sindaco Umberto Di Primio, ho sentito la necessità di cambiare e ho percepito la stessa voglia in città. Hanno fatto la differenza il nostro vento di rinnovamento, la discontinuità con il passato, lo stare tra la gente per comprendere le problematiche ancora irrisolte. Io e i miei candidati abbiamo parlato con il cuore ai cittadini, guardandoli negli occhi e senza fare false promesse».
Ferrara ha detto che resterà in carica soltanto per 5 anni e che poi passerà il testimone a lei: che ne dice?
«Io lo ringrazio ma il 2025 è lontano e, adesso, bisogna pensare a lavorare per risolvere le tante emergenze della città».
Ecco, da dove inizierà questa amministrazione?
«Vogliamo mantenere gli impegni presi con i cittadini: al di là delle deleghe che avrò io, ci sono priorità da affrontare subito: il dissesto idrogeologico di Santa Maria, il decoro urbano, la riapertura degli asili nido e la ripartenza degli scuolabus. C’è tanto da fare».
E sarà possibile considerati i debiti del Comune?
«Indubbiamente, il Comune è in una situazione difficile ma siamo chiamati a trovare soluzioni e faremo con urgenza una ricognizione sui debiti e sulle disponibilità dell’ente. Cercheremo il modo per creare liquidità e sostenere il nostro indirizzo politico. Poi una cosa è certa: non consentirò che Chieti sia puntualmente penalizzata nelle scelte strategiche, soprattutto per sanità e uffici pubblici: il nostro ospedale ha le sue eccellenze e restano qui, Pescara non prevarrà sul Dea di secondo livello».
Sta per cessare il suo incarico alla Deputazione teatrale del Marrucino: chi nominerete nel cda?
«In questi anni, con Cristiano Sicari presidente, ho ricoperto il ruolo di consigliere del cda. La governance attuale ha raggiunto risultati che non hanno precedenti nella storia tra spettacoli e lavori: a breve saranno sostituite anche tutte le poltrone della platea. Onore al merito di questo cda che ha sempre deliberato all’unanimità. Sul futuro, ci confronteremo».
In campagna elettorale ha fatto scelte che si sono rivelate vincenti, anche nei messaggi lanciati ai cittadini: se potesse che titolo darebbe a questa intervista?
«De Cesare è soddisfatto del risultato».
Un titolo così, detto da lei, non è affatto credibile: le rifaccio la stessa domanda.
«Il vero vincitore è Paolo De Cesare: questo potrebbe andare?».

