De Cesare lancia la corsa «Ecco le mie cinque liste»

23 Febbraio 2020

L’imprenditore teatino: «La città è ferma, è arrivato il momento di cambiare» Da Angeloni a Turli: i nomi di chi lo appoggia. In campo anche la nipote di Cucullo 

CHIETI. Paolo De Cesare scende in campo con 5 liste civiche. Il giovane imprenditore, esponente di una nota famiglia di costruttori, rompe gli indugi e presenta la squadra con cui lancia la corsa a sindaco. La novità è Antonello D’Aloisio, ex candidato sindaco Lega nel 2015 allontanatosi dal partito di Matteo Salvini in polemica con le ultime scelte locali, che correrà con la lista “Chieti c’è”. Poi c’è Cinzia Turli, moglie dell’imprenditore Nico Iannamico, che ha presentato la lista “Chi ama Chieti”, nata da un’associazione culturale apolitica. All’associazione hanno preso parte anche Marisa Tiberio, presidente Confcommercio Chieti, Rita Chiacchiaretta della Panoramica, il sindacalista Antonio Cardo, il giornalista Nino Germano, e gli amici Guido Obletter e Carlo Pretaroli. La terza lista è quella di Azione Politica, il movimento civico di Gianluca Zelli coordinato a livello locale da Luca Maccione che non si candiderà in prima persona, ma candiderà la moglie, Serena Pompilio, nipote di Nicola Cucullo. Poi c’è la lista a trazione scalina “Avanti Chieti”, che al tavolo dei relatori non era rappresentata da nessuno, anche se in sala c’era il gruppo di candidati, per lo più giovani, come Emanuele La Plebe, noto organizzatore di eventi. E infine c’è la lista di Giustino Angeloni “La Teatinità”: sarà capolista in accoppiata con la sorella Grazia, dirigente dell’istituto comprensivo 1. Le liste sono già quasi chiuse. Bisognerà ora raccogliere le firme. Tra la folla è spuntato anche il consigliere comunale Stefano Rispoli, uno dei possibili candidati sindaci avversari.
De Cesare si presenta come il cambiamento che arriva dalla società civile. Vuole discontinuità con l’amministrazione uscente, di cui elenca una lunga lista di obiettivi non colti, dal «degrado in città» alle «periferie abbandonate», dalla «disoccupazione a oltre 20%, come si evince anche dal luogo scelto per la presentazione, l’hotel Parco Paglia, nel cuore dell’area industriale» alle «opere pubbliche ferme», fino «alle manifestazioni scomparse». De Cesare ha specificato di non voler attribuire tutte le colpe dell’«arretramento della città all’amministrazione uscente. Sta di fatto che ora è arrivato il momento di cambiare». Basta, dunque, con «Chieti città morta», dice il candidato chiamando al tavolo dei relatori due bimbe, Sofia e Greta, figlie di una candidata, simbolo della nuova vita della città. (cr.ch.)