De Cinque, il notaio Dc ammirato da Andreotti

I personaggi della teatinità. Da sindaco di Casoli a palazzo Madama Sessant’anni di carriera del politico che mise d’accordo persino Gaspari e Natali
CHIETI. Germano De Cinque, personaggio della mia vetrina, è stato uno dei protagonisti più accreditati della lunga stagione vissuta dalla Democrazia Cristiana in Abruzzo e a Chieti, città dove dal dopoguerra fino alla elezione di Nicola Cucullo venivano eletti sempre sindaci democristiani, ogni volta con maggioranze assolute. In questa realtà, esistente in Abruzzo, De Cinque ha iniziato giovanissimo l'attività politica, quando era studente alla facoltà di Legge di Roma: infatti nel 1954, diciannovenne, venne nominato Commissario provinciale di Chieti del Movimento giovanile della Dc. Tre anni dopo, nel 1957, venne eletto segretario provinciale e componente del Consiglio nazionale del Movimento. In politica, nella prima repubblica, per fare carriera ci si doveva sottoporre ad una lunga e certo non facile gavetta, che prevedeva una serie di passaggi praticamente obbligati prima di arrivare ai vertici della organizzazione partitica e ad ottenere pubblici incarichi. Così Germano De Cinque, dopo la laurea conseguita nel marzo del 1958, divenne sindaco nella natia Casoli nelle elezioni che si tennero nel novembre del 1960. Passaggio più o meno obbligato a quel punto era la partecipazione attiva alla vita di partito: infatti nel 1962 De Cinque entrò a far parte del Comitato provinciale di Chieti, dove è restato ininterrottamente fino al 1992.
Una svolta importante per la carriera politica avviene nel novembre del 1994 quando viene eletto consigliere provinciale e chiamato a ricoprire il ruolo di assessore. Nella giunta si distinse al punto che nelle successive elezioni, nell'anno 1970, venne eletto presidente della Provincia di Chieti. Nel contempo venne eletto o Presidente del Consorzio di Bonifica delle Valli del Sangro ed Aventino e Consigliere di Amministrazione del'Ente Fucino, Ente per lo sviluppo agricolo in Abruzzo. Con questo notevole bagaglio di esperienze si presentò alle elezioni politiche del 1976 come candidato alla Camera dei deputati: risultò il terzo eletto in Abruzzo dopo Gaspari e Natali. Anche nella vita parlamentare, nelle commissioni dove venne chiamato ad operare, mostrò capacità e grande applicazione, venendo chiamato anche a far parte del direttivo del Gruppo della Dc.
Altro passaggio importante per la sua carriera politica l'elezione nel Senato della Repubblica avvenuta nel 1983, nel collegio di Chieti-Ortona. Per chiudere il racconto della sua attività politica resta solo da citare le esperienze fatte, nel ruolo di sottosegretario, con il governo Amato (alla Giustizia) nel giugno del 1992 e con il governo Ciampi (alla Industria e Commercio) nel maggio del 1993. Erano gli anni che videro l'inizio della bufera di tangentopoli e aver fatto parte di quei governi per Germano De Cinque vale un evidente riconoscimento: quello di essere un politico assolutamente presentabile in quei non facili momenti per i partiti, soprattutto quelli che avevano avuto responsabilità di governo. Seppe anche ben operare nel ruolo assegnatogli, ottenendo riconoscimenti a Roma come nella sua città. Ha goduto della stima e della amicizia di tanti esponenti di primissimo piano della Dc: suoi testimoni di nozze furono Gaspari e Natali, ma godette anche della amicizia di Giulio Andreotti, di Mancino, di Gava e tanti altri convinti della sua affidabilità.
Nella sua lunga attività partitica ha anche mostrato coerenza nelle sue scelte e nei comportamenti. Dopo le due esperienze governative, nel 1994, ha abbandonato la politica, con la fine della Democrazia Cristiana, tornando a svolgere la sua professione di notaio. Il relativo concorso lo aveva vinto nel 1968. Il suo studio, centralissimo, lungo corso Marrucino, è stato a lungo un punto di riferimento per tanti che si sono affidati alla sua competenza e alla sua disponibilità dimostrata anche nel suo lavoro. Attualmente Germano De Cinque per limiti di età ha dovuto chiudere il suo studio notarile, ma si è iscritto come avvocato nell'albo del Tribunale di Chieti per continuare ad essere impegnato nel lavoro. Una scelta coerente con quella che è stata la sua vita fino ad oggi, perché Germano De Cinque, testimoniano coloro che lo hanno ben conosciuto, non si è mai tirato indietro quando si è trattato di impegno e di lavoro.

