De Lio contro il sindaco: ormai pensa alla Regione

26 Aprile 2018

Lettera di accuse del consigliere Udc dimissionario: sui conti nessuna collaborazione È scontro aperto con Forza Italia: la crisi del Comune è legata agli ultimi 8 anni

CHIETI. Le responsabilità del disastro economico al Comune, la mancanza di collaborazione tra giunta e consiglio comunale, le scelte prese in maniera non condivisa, il «poco rispetto» nei confronti dei consiglieri, anche quelli di maggioranza, e infine «l’approssimazione politica» dimostrata. Sono questi i motivi che hanno indetto il capogruppo Udc, Mario De Lio, a dimettersi da presidente della commissione bilancio, ruolo che ha rivestito per otto anni. Uno strappo che, anziché avviarsi a ricucitura, sta diventando una frattura sempre più netta tra il sindaco Umberto Di Primio e il partito che ha sempre rappresentato il suo maggior alleato. La lettera di martedì scorso che De Lio scrive al sindaco, in risposta a una sua lettera, certifica una situazione sempre più ai ferri corti. «La situazione in cui versa l’ente», scrive De Lio, «non possiamo liquidarla dicendo, come affermi, che è tale “non certo per diretta nostra responsabilità”. Altrimenti gli ultimi 8 anni (una consiliatura e mezzo) come li giustifichiamo dinanzi ai cittadini». E dunque De Lio si scontra con il sindaco sulle responsabilità da assumere di fronte ai gravi problemi finanziari dell’ente.
«L’assenza di collaborazione», continua il consigliere, «maturata in questo ultimo periodo tra la commissione bilancio e l’amministrazione comunale ha raggiunto livelli eccessivi ed è fonte prioritaria di disagi operativi e di un crescente imbarazzo dovuto a una condizione di inutilità». Il capogruppo Udc dice di aver più volte fatto presente i problemi al sindaco e dunque quando Di Primio prova a riallacciare i rapporti parlando di “sincero dispiacere” per le dimissioni, De Lio gli risponde di non comprendere né il “sincero dispiacere” né la sorpresa mostrata. Il consigliere ribadisce poi i motivi delle dimissioni: «Totale mancanza di collaborazione, assoluta mancanza di condivisione e approssimazione politica da parte dell’amministrazione da te rappresentata». Un giudizio che sembra senza appello. E poi mette nero su bianco una delle accuse che da più parti, anche all’interno della maggioranza, vengono mosse a Di Primio: vale a dire quella secondo cui il sindaco stia pensando più a un futuro in Regione che a un presente in Comune. Il consigliere non lo dice a chiare lettere, ma scrive: «Temo che sia sempre più evidente come preoccupazioni di natura diversa da quell’amministrazione stiano condizionando le tue azioni e le tue dichiarazioni». La lettera scritta da Di Primio all’indirizzo di De Lio dopo le dimissioni non ha dunque sortito un effetto di riavvicinamento. Anzi, è stato il contrario: «Le tue parole certificano la bontà della mia scelta di lasciare la guida della prima commissione, perché da una parte testimoniano l’assenza di volontà collaborativa da parte tua e dall’altra evidenziano il poco rispetto che hai nei confronti di chi ha sempre cercato un dialogo maturo tra persone e non si è mai piegato alla deferenza tipica dei servi sciocchi». Resta ora da vedere se il partito di Andrea Buracchio trasformerà in scelta politica le durissime considerazioni di De Lio o se deciderà di soprassedere.