«De Lollis, l’eroe da riscoprire»

12 Gennaio 2016

Presentato al Convitto il libro dedicato alla Grande Guerra a Chieti e dintorni

CHIETI. Presentazione del libro con polemica ieri mattina nell’aula magna del Convitto nazionale G.B.Vico. Argomento dell’incontro la presentazione dell’ultimo atto dedicato alla Grande Guerra e a 10 militari caduti in battaglia, tutti studenti del Liceo classico teatino. A presentare “La Grande Guerra a Chieti e dintorni” edito da “èdicola” e realizzato su iniziativa dell’associazione “Noi del G.B. Vico” e del liceo Classico è stato il presidente dell’associazione, Giustino Angeloni, che in prima battuta ha criticato il «master plan» della Regione «dove» protesta Angeloni «non è stato stanziato nemmeno un euro per la cultura a Chieti. Noi che abbiamo alle spalle millenni di storia rispondiamo che la cultura ce la facciamo da soli. Noi conosciamo il valore dell’antica Teate e continueremo ad essere un punto di riferimento della cultura regionale attraverso il Liceo, il Convitto e i nostri studenti». Il libro, a corredo della mostra documentale allestita per la seconda volta al Vico, è stato realizzato grazie al materiale messo a disposizione dall’avvocato Giovanni Aloè.

«Morire a 18 anni o a 20» ha commentato la dirigente scolastica Giuseppina Politi «quando inizi a dare forma alla tua vita per un ideale o anche per il senso del dovere, oltrepassa igni steccato ideologic, qualsiasi caduta retorica». Lo storico Fausto De Sanctiis, ha focalizzato l’attenzione su uno dei 20 studenti del Vico caduti in guerra .

«Alceste (Umberto Vittorio) de Lollis, nipote del noto poeta, scrittore e patriota Alceste (Tito), nacque a Casalincontrada il 13 marzo 1896. Giovane alto, bruno, dagli occhi profondi e neri» ha raccontato «frequentò le prime quattro classi del Regio Liceo-Ginnasio “G.B. Vico”di Chieti ma, spinto da una forte inclinazione per la carriera militare, abbandonò gli studi, la famiglia e gli agi per arruolarsi, il 25 febbraio 1915, nel 7° Reggimento Bersaglieri». Un valoroso giovane che morì in battaglia, a 20 anni, il 4 maggio del 1916. «Un atto estremo di eroismo quello compiuto da tanti giovani» ha concluso l’avvocato Paolo Ciammaichella «un atto d’amore intriso di valori importanti che vanno custoditi e tramandati alle generezaioni future» .(y.f.)