De Luca e Mancini, due arresti in un giorno

La mente dell’organizzazione e il suo braccio destro accusati anche di spaccio e porto abusivo di arma
CHIETI. Arrestati due volte lo stesso giorno. È il comune destino di Osvaldo Mancini e Paolo De Luca, pescaresi di 70 e 51 anni, rispettivamente la mente dell’organizzazione criminale che svuotava i bancomat e il suo braccio destro. Ieri mattina, all’alba, i poliziotti della squadra mobile di Chieti li hanno arrestati per la lunga scia di furti agli sportelli automatici abruzzesi. Qualche ora dopo, quando già si trovavano in cella oppure erano in procinto di finirci, a entrambi è stata notificata un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere, in questo caso emessa dal tribunale di Pescara, per i reati di spaccio di droga e detenzione di un’arma clandestina (i dettagli sulla cronaca di Pescara).
Roba da record, insomma. Ma chi sono questi due pregiudicati pescaresi? Mancini, titolare di una ferramenta nella città adriatica, è conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “ingegnere”, come rivelano anche le intercettazioni telefoniche di un suo complice per i furti ai bancomat, ovvero il ladro romano Marco Adelli. Di certo, come scrive il giudice di Chieti Andrea Di Berardino motivando le esigenze cautelari, «la carriera delinquenziale e la notevole esperienza maturata da Mancini nel coordinare azioni criminose, anche senza un coinvolgimento diretto nei segmenti esecutivi dei reati, impediscono una prognosi di spontanea adesione a prescrizioni domiciliari, peraltro sconsigliate da condanne per evasione».
Anche De Luca, si legge ancora sul provvedimento, «vanta allarmanti precedenti delittuosi, specialmente per rapina aggravata dall’uso delle armi: nel 2011 è stato condannato per associazione per delinquere e per ben quindici rapine e detenzione illegale di armi, sintomatiche, alla luce delle condotte dell’ultimo anno, di una non comune capacità a delinquere, tutt’altro che sopita; nel caso di specie, ha mostrato una intensa dedizione alla causa e un notevole intuito per percepire a distanza la presenza delle forze dell’ordine», chiude il giudice Di Berardino.
Mancini e De Luca, difesi dall’avvocato Gianluca Carlone, saranno interrogati nelle prossime ore. (g.let.)

