De Marinis lascia Chieti, arriva Corona

Dopo quattro anni il trasferimento a Forlì-Cesena, in città già lo rimpiangono per la sua capacità di dialogo con tutti
CHIETI. Lascia Chieti con un desiderio sincero: tornare presto, magari come turista, nella città che quattro anni fa lo ha accolto e stimato per la sua capacità di saper dialogare con tutti e il buon senso con cui ha affrontato situazioni delicate, prima fra tutte l’emergenza profughi. Il suo spirito napoletano si è subito sposato con la realtà della provincia di Chieti che già rimpiange. Ma da ieri sera, su disposizione del Consiglio dei Ministri, Fulvio Rocco De Marinis è un prefetto con le valigie pronte. Giunto a Chieti il 29 agosto del 2011, dopo quasi quattro anni è stato trasferito alla prefettura di Forlì Cesena di cui prenderà possesso presumibilmente dal primo luglio prossimo. Al suo posto arriva da Lodi Antonio Corona, 59 anni, appassionato di musica anni Sessanta, anzi artista in tutti i sensi dal momento che si esibisce anche in serate musicali. Ma Corona è soprattutto segretario nazionale di Ap-Associazione prefettizi, il sindacato di categoria, voce critica ed attenta verso il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Chi lascia Chieti vanta un curriculum eccezionale. Un dato su tutti: Rocco De Marinis ha conseguito a 22 anni la laurea in Giurisprudenza con 110 e lode all’Università Federico II di Napoli ed è stato subito invitato a collaborare con la Cattedra di Diritto penale. Chi arriva invece è nato a Roma il 22 luglio 1956, sposato, padre di un figlio e laureato in Scienze Politiche. Ecco la carriera di Corona, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica dal 2005. Il 15 dicembre 1982 entra nella carriera direttiva dell’Amministrazione Civile dell’Interno, l’attuale “carriera prefettizia”. Viene destinato, come prima sede di servizio, alla prefettura di Venezia dove resta fino al 1984. La seconda tappa è Frosinone (maggio-luglio 1984) dove si occupa delle esigenze di protezione civile dopo i gravi eventi sismici verificatisi in quella provincia. Quindi Sondrio (luglio 1984-giugno 1986), come responsabile di una ripartizione amministrativa di livello dirigenziale e, tra gli altri incarichi, presidente della commissione provinciale vigilanza locali pubblico spettacolo. A Viterbo (giugno 1986-aprile 1987) è capo di gabinetto. E al Viminale (aprile 1987–ottobre 1998) è all’ufficio di gabinetto del Ministro prima di passare all’ufficio centrale per i Sistemi informativi automatizzati (gennaio 1995-ottobre 1998). Durante quel periodo – quando tra l’altro ha collaborato alla predisposizione dei piani triennali per l’informatizzazione dell’amministrazione dell’Interno – viene anche destinato temporaneamente all’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per l’immigrazione, per le esigenze di individuazione – nell’imminenza dell’entrata in vigore delle legge “Turco-Napolitano” in tema di immigrazione – dei primi centri di trattenimento temporaneo di cittadini extracomunitari destinatari di provvedimento di espulsione. Corona dunque è un esperto di un tema attuale e drammatico che coinvolge anche la nostra provincia.
Nel 1997 si reca a Parigi, su invito nominativo del Ministero degli Affari Esteri francese in rappresentanza del Ministero dell’Interno italiano, per una serie di incontri istituzionali. Da lì passa alla prefettura di Rimini (ottobre 1998-settembre 2001) come capo di gabinetto. Dall’aprile del 2001, mantenendo questo incarico, gli viene conferito anche quello di Dirigente il Settore II (depenalizzazione, attività sanzionatoria in materia di patenti, circolazione stradale, ecc.). Passa successivamente alla presidenza del Consiglio dei Ministri (in posizione di fuori ruolo, settembre 2001-giugno 2002) dove diventa capo della segreteria del sottosegretario di Stato per i Rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci. Al Viminale (luglio 2002–gennaio 2006) rientra in ruolo su specifica richiesta del Ministero e viene assegnato all’Ufficio Affari legislativi e Relazioni parlamentari dove, dal settembre 2002, assume la responsabilità del settore “Pubblica sicurezza” e, in conseguenza dell’attuazione delle riforme prefettizia e degli uffici dell’Amministrazione dell’Interno, dal 1° gennaio 2003 gli viene conferito l’incarico di Capo Ufficio staff della pubblica sicurezza. Le ultime tappe: prefettura di Rimini (gennaio 2006-marzo 2010) come viceprefetto vicario. Prefettura di Ancona (2010-2013), sempre come viceprefetto vicario. Quindi Lodi e infine Chieti. La città lo attende.

