De Meis, il trasferimento si farà Costi abbattuti di quattro milioni

Il presidente della Regione convoca la riunione per firmare il progetto dell’ex caserma Bucciante Nel vertice di luglio la spesa era raddoppiata: da qui lo stop che ha fatto perdere altri sei mesi
CHIETI. Dopo oltre un anno di rinvii, il progetto preliminare per la nascita della Cittadella della cultura nell’ex caserma Bucciante dovrebbe essere finalmente firmato il prossimo 12 dicembre. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha dato appuntamento per quel giorno, nella sede della Regione di viale Bovio, a tutti i responsabili degli enti interessati «per procedere all’approvazione della nuova documentazione progettuale». Si tratta di «nuova documentazione progettuale» perché il vecchio progetto non era stato firmato proprio dalla Regione a causa del lievitare di costi per la sistemazione della sede della biblioteca provinciale De Meis, da finanziare con fondi regionali. D’Alfonso si era impegnato a stanziare circa 4 milioni di euro per i lavori, ma nel corso della conferenza dei servizi del 18 luglio scorso era venuto a sapere che i costi erano lievitati fino a 8 milioni e, balzato sulla sedia, ha deciso di stoppare tutto. Chiese allora ai progettisti un supplemento d’indagine per capire come poter abbassare i costi, con l’impegno di rivedersi entro il 30 settembre. Appuntamento non rispettato, visto che si è arrivati alla data del 12 dicembre.
Stando a notizie ufficiose, pare che i progettisti abbiano portato a termine il compito assegnato dal presidente e che il costo dei lavori si sia riallineato alle disponibilità della Regione, che D’Alfonso aveva quantificato in 5 milioni. L’accordo di programma per la realizzazione di un polo culturale nel cuore della villa comunale teatina, all’ex ospedale militare, fu sottoscritto il 30 marzo del 2015. In virtù dell’articolo 4 dell’accordo, la Regione ha assunto l’impegno di eseguire la progettazione preliminare e di farlo in tempi brevi. D’Alfonso dettò un cronoprogramma talmente veloce da far impallidire i tecnici, chiedendo di avere il preliminare per l’ottobre del 2015. Ma nonostante la completa condivisione del progetto, sia a livello politico che a livello di cittadinanza (furono 8.050 le firme raccolte per lo spostamento della De Meis alla villa), burocrazia, ritardi ed errori sono riusciti finora a tenere il progetto al palo.
Il nuovo polo culturale accoglierà oltre alla De Meis, anche l’Archivio di Stato e strutture dell’università d’Annunzio. L’Agenzia del demanio, che finanzia la parte relativa alla sede dell’Archivio di Stato, a maggio scorso ha deciso di sganciarsi da Regione e ateneo, andando avanti da sola con la progettazione. Una scelta di “autonomia progettuale” dettata dal non voler perdere tempo, pena la perdita del finanziamento. Scelta che si è rivelata azzeccata, visto l’allungarsi dei tempi. Il progetto esecutivo, realizzato dal Provveditorato alle opere pubbliche, pare che sia quasi pronto e che possa essere terminato entro l’anno. L’importo previsto è di 3 milioni e 600 mila euro.
L’università, attraverso il rettore Carmine Di Ilio, ha sempre detto che ha a disposizione i fondi necessari (10 milioni e 350.000 euro) per sistemare la parte centrale, dove troveranno spazio l’indirizzo di laurea in Beni culturali e il Museo universitario.
«Esprimiamo soddisfazione per il fatto di essere finalmente arrivati a questo giro di boa», ha detto Giampiero Perrotti, portavoce del Comitato cittadino che ha raccolto le 8 mila firme, «anche se ci siamo arrivati con tempi molto più lunghi di quelli che ci aspettavamo. Speriamo che ora si ingrani la quinta e si vada avanti senza più rallentamenti per arrivare finalmente alla gara d’appalto».
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