De Meis, progetto della Bocconi

Studio di cinque universitari guidati dalla teatina Giardinelli: servizi per migliorare la vita di Chieti
CHIETI. La De Meis del futuro entra nel laboratorio di idee della Bocconi, dove un gruppo di cinque studenti ha scelto di progettare la “Cittadella della cultura” teatina destinata a nascere nel complesso dell’ex caserma Bucciante alla villa comunale. La squadra di giovani studiosi bocconiani, tutti ventenni o poco più, ha preso corpo con la proposta di Ludovica Giardinelli, chietina che ha messo insieme il brillante collettivo per elaborare caratteristiche, servizi e metodi di gestione della biblioteca ora risorta grazie al progetto pilota del governo sul reimpiego delle strutture demaniali dismesse o in fase di dismissione.
Il gruppo di studenti della prestigiosa università economica milanese è composto, oltre che da Giardinelli, da una studentessa giapponese e tre colleghi italiani provenienti da Sicilia, Calabria e Trentino. Il progetto dei bocconiani verrà consegnato ai docenti il 28 novembre per poi prendere la via di Chieti, dove verrà integrato nei progetti preparati dal Gruppo di studio designato dal “Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti”, vero e proprio collettore dell’azione di 76 associazioni con sede nel capoluogo e dintorni. Le linee del progetto che sta prendendo corpo a Milano sono state illustrate da Ludovica Giardinelli ieri in un incontro alla libreria De Luca di via De Lollis, che con la sua associazione culturale Libridine è nel Comitato presieduto da Giampiero Perrotti. A tenere i contatti con gli studenti bocconiani è Cinzia Di Vincenzo, tra le anime del Comitato e componente dello staff ristretto che lavora al progetto finale.
«Con Cinzia», racconta Giardinelli, «è nata una collaborazione a partire dal gruppo Facebook del Comitato, un’avventura che mi ha subito stimolato. Da lì è partito tutto e, consultati un certo numero di studenti, è stato formato il gruppo». La chiave del progetto redatto alla Bocconi è l’analisi della fattibilità su basi non soltanto economiche. «In realtà», spiega Giardinelli, «tutti gli aspetti connessi alla Cittadella della cultura hanno il punto d’incontro nella Cleacc, il corso di laurea in Economia e management per le Arti, la cultura e la comunicazione. E così si immettono nello studio i dati attinenti a questi ambiti per poi definire un progetto che sia rispondente a criteri di sostenibilità, come dire che la nuova De Meis dovrà non soltanto rispondere ai requisiti del finanziamento previsto, una fetta di 15 milioni di euro stanziati dallo Stato per le ex caserme chietine destinate a ospitare uffici e istituzioni pubbliche. Si tratta invece», prosegue Giardinelli, «di stabilire un equilibrio tra la configurazione della bilioteca-mediateca con servizi innovativi e moderni rivolti alla città e all’Abruzzo, perché questo è l’indirizzo già scelto dal Comitato, e la sua capacità di influire sul miglioramento della qualità della vita nella comunità. Una volta realizzata questa condizione, il nostro studio potrà dirsi riuscito, e in questa direzione stiamo lavorando».
Perrotti commenta sul contributo dei giovani bocconiani. «È un apporto che, per le modalità in cui è nato», spiega il presidente del Comitato, che il 2 novembre ha firmato il patto demaniale per Chieti col sottosegretario Graziano Delrio, «ci ha confermato che il progetto-pilota per Chieti è divenuto subito una realtà d’interesse nazionale. È un’opportunità che recupera in un solo colpo uno spiraglio di ritrovata centralità per il Colle, che nel complesso culturale nel cuore della Villa potrà valorizzare il grande retaggio storico di questa città».
Francesco Blasi
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