De Sanctis diffamato sul web Ora punta al risarcimento
LANCIANO. Provare a trovare un accordo economico e risolvere così la vicenda della presunta diffamazione a mezzo web dell’ex direttore di Tuttosport Xavier Jacobelli e del giornalista lancianese...
LANCIANO. Provare a trovare un accordo economico e risolvere così la vicenda della presunta diffamazione a mezzo web dell’ex direttore di Tuttosport Xavier Jacobelli e del giornalista lancianese Paolo Rosato nei confronti del portiere, oggi della Roma, Morgan De Sanctis. È quanto proveranno a fare l’avvocato Gino Bottiglioni di Bologna, legale degli imputati, ieri non presenti in aula, e l’avvocato Renato D’Isa, del foro di Torre Annunziata, rappresentante di De Sanctis, prima della nuova udienza fissata dal giudice Francesco Marino al 26 marzo prossimo.
È quanto emerso al termine dell’udienza di ieri in cui dovevano essere ascoltati come testimoni il calciatore Cristiano Lucarelli e l’addetto stampa del Napoli, Guido Baldani. Mentre Lucarelli non si è presentato e la parte che lo aveva chiamato a deporre ha rinunciato ad ascoltarlo, l’addetto stampa del Napoli avrebbe invece confermato la versione di Paolo Cannavaro - allora compagno di squadra di De Sanctis e ascoltato a giugno - secondo cui, quella di De Sanctis, era una normale esultanza. La presunta diffamazione infatti deriverebbe da alcuni commenti dei due giornalisti che analizzarono l’esultanza del portiere - originario di Guardiagrele - non proprio di gioia, dopo un gol segnato da Cavani in Napoli-Lecce del 3 dicembre 2011, finita 4 a 2. I commenti contestati riguardavano l'analisi fatta in studio da Rosato e Jacobelli del video dal titolo «Calcio scommesse: video choc Cavani-goal. De Sanctis si infuria, perché?», postata su YouTube il 9 gennaio 2012. Nel video si vede prima Cavani che segna il 4-1 del Napoli sul Lecce e subito dopo il portiere De Sanctis, che scuote la testa in un gesto di disapprovazione. «Una reazione incredibile, paradossale, grottesca», le parole di Jacobelli… «Cosa dobbiamo pensare dopo questa reazione?», avrebbe detto Rosato. De Sanctis a giugno spiegò che la sua fu «un’esultanza rabbiosa e liberatoria», che «era normale per lui esultare solo a risultato acquisito, non durante la partita». Invece «loro (i giornalisti, ndc) hanno considerato l’esultanza fuori luogo e collegata al calcio scommesse, indicandomi tra gli indagati e associandomi ad un processo penale che mi ha danneggiato», disse il portiere.
Jacobelli e Rosato, invece, spiegarono che non fecero affermazioni diffamatorie ma posero delle domande e che il giorno dopo ci fu una precisazione.
Bisogna attendere quindi l’udienza al prossimo 26 marzo per capire se ci sarà una decisione del giudice o se nel frattempo sarà raggiunto un accordo tra le parti.
Teresa Di Rocco
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