De Titta va in procura: «Indagate sulla morte del clochard»

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. Questa volta Paolo De Titta, il disabile di Sant’Eusanio che più volte è salito alla ribalta delle cronache per vedere riconosciuti i suoi e, a volte, gli altrui diritti, si...
SANT’EUSANIO DEL SANGRO. Questa volta Paolo De Titta, il disabile di Sant’Eusanio che più volte è salito alla ribalta delle cronache per vedere riconosciuti i suoi e, a volte, gli altrui diritti, si occupa di un caso drammatico che ha conquistato la cronaca nazionale: la morte ad Avellino, per freddo, del quarantatreenne Angelo Lanzaro. De Titta, coordinatore Gruppo operativo Panetta, associazione onlus il “Grido del silenzio- Giustizia e Verità”, ha presentato un esposto querela alla Procura di Lanciano e per conoscenza a quella di Avellino, contro il sindaco della città campana, Paolo Foti, della Provincia e del dirigente del servizio sociale, accusandoli della morte del Lanzano. Dell’uomo, padre di famiglia, conosciuto come il clochard di Avellino, più volte se n’erano occupate alcune trasmissioni televisive, quindi non si poteva non conoscere il suo stato precario. «Mi chiedo signor procuratore», scrive De Titta, «un cittadino per avere rispetto dalle istituzioni che cosa deve fare?». Una tragedia annunciata quella del Lanzaro perché tutti sapevano del senzatetto che viveva al freddo e nello sporco di una struttura dismessa. Angelo in un videodenuncia a dicembre all’emittente irpina Tele Nostra aveva chiesto aiuto al sindaco per la sua situazione. Un appello rimasto inascoltato. La condizione di Angelo era conosciuta in città, così come i suoi appelli, tanto che, dopo il funerali, alcuni hanno anche chiesto le dimissioni del sindaco e della sua giunta. «Che cosa hanno fatto le istituzioni? L’hanno fatto morire di freddo violando la Costituzione». (m.d.n.)
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