De Vitis a processo, solidarietà dai sindaci

13 Aprile 2021

Fara San Martino. Turista morta alle Gole, l’Anci vicina al primo cittadino: «Non è lui il responsabile»

FARA SAN MARTINO . «I sindaci non possono rispondere penalmente per valutazioni non ascrivibili alla loro responsabilità diretta». L’Anci Abruzzo esprime solidarietà al primo cittadino di Fara San Martino, Carlo De Vitis, rinviato a processo, insieme ad altre quattro persone, per la morte di una turista di 56 anni, colpita alla testa da un masso che si è staccato dalla roccia sul sentiero per le Gole di San Martino. La tragedia è accaduta nel giugno 2019 e lo scorso 7 aprile il gup di Chieti ha deciso il rinvio a giudizio per il sindaco, il responsabile dell’ufficio tecnico, i vertici - all’epoca - del Parco nazionale della Maiella e per la guida che accompagnava i turisti di Ravenna.
«Il rinvio a giudizio del sindaco De Vitis pone ancora una volta un problema enorme», dichiara Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo e presidente di Anci Abruzzo, «in questo contesto di norme e regolamenti diventerà sempre più difficile fare il mestiere di sindaco. Un problema che Anci ormai da anni ha posto all’attenzione di governo e parlamento. Possono i sindaci rispondere personalmente, e penalmente, per valutazioni non ascrivibili alle loro competenze? Possono continuare a essere i capri espiatori, le uniche istituzioni sulle quali si scarica il peso di scelte dalle enormi responsabilità? Possono essere condannati perché fanno il loro lavoro? Questa funzione, che rappresenta l’essenza stessa della nostra democrazia, rischia di trasformarsi in un grande paradosso perché soprattutto nei piccoli centri è diventato difficile trovare persone disposte a svolgere il ruolo di sindaco. Prevale sempre più spesso il timore di rimanere travolti da norme di difficile applicazione, a volte incomprensibili perché magari pensate o scritte da chi non si è mai confrontato con il duro lavoro di amministratore». D’Alberto entra poi nello specifico della vicenda di Fara: «Sulle nostre montagne, dove vi sono migliaia di chilometri di sentieri, il concetto di segnalazione di pericolo latente ha un’applicazione molto difficile da rendere operativa. Esprimiamo la nostra solidarietà al sindaco De Vitis, siamo certi che sarà in grado di far valere le ragioni oggettive della sua difesa. Non dubitiamo del lavoro della magistratura, così come rispettiamo profondamente il dolore e la ricerca di giustizia dei parenti delle vittime, ma sentiamo la necessità di richiamare l’attenzione del legislatore sulla necessità di un intervento normativo decisivo e risoluto di modifica del Testo unico degli enti locali. Altrimenti, come abbiamo più volte denunciato, non avremo più cittadini disposti a fare il sindaco».