«Debiti vecchi, così chiudiamo la partita»

Palombaro. Il sindaco Di Martino e i buchi di bilancio 2004-2009: tra un anno e mezzo conti in ordine
PALOMBARO. «Il liquidatore straordinario Maurizio Formichetti, funzionario della Prefettura di Chieti, è già a lavoro con me, con i consulenti, il ragioniere Paolo Scioli, per poter gestire le vecchie situazione debitorie, quelle relative al periodo 2004/2009 che negli anni hanno appesantito il bilancio facendolo andare in sofferenza. Si pensa di chiudere tutto entro un anno e mezzo al massimo». È il sindaco Consuelo Di Martino, con il placet del consiglio comunale (8 voti a favore e uno contro) ad aver chiesto l’intervento del ministero dell’Interno, della prefettura che ha inviato il liquidatore straordinario Formichetti, per mettere un punto al bilancio appesantito dai debiti che continuavano a riemergere dal passato, dal quinquennio 2004/2009, da rate di mutui ad interesse altissimi, da continui pagamenti di vecchi lavori che non avevano neanche dei protocolli a confermarli, da decreti ingiuntivi che lo stesso sindaco, da avvocato, ha contestato dove possibile.
«Vogliamo continuare a lavorare con trasparenza e senso di responsabilità verso i cittadini, come sempre fatto», dice il sindaco che resta saldamente alla guida del Comune (è al terzo mandato consecutivo), «ma con un bilancio che riparte da zero, che sarà “riequilibrato”. Così, anche su consiglio del professore di economia all’università D’Annunzio, Andrea Ziruolo, abbiamo avviato la liquidazione straordinaria. È una nuova procedura che non prevede più la dichiarazione del dissesto e l’arrivo di un commissario al posto del sindaco, ma che ci permette di lavorare e continuare ad assicurare tutti i servizi ai nostri cittadini. Nel mentre il liquidatore, con me, i consulenti, estinguerà la situazione debitoria che negli anni, nonostante i tagli, non siamo riusciti a chiudere. Con questa procedura non possiamo contrarre mutui, fare assunzioni, tagli alle spese correnti, che già non facciamo: il solo mutuo contratto dalla mia amministrazione risale al 2010 per un impianto fotovoltaico che produce un utile di 50.000 euro annui (l’utile è di 92.000 euro, ma bisogna togliere la rata del mutuo fatto per realizzare l’impianto che è di 42.000 euro, ndc), mentre le rate annuali dei ben 16 mutui contratti tra il 2004 e il 2009, per un totale di 1 milione di euro, supera i 200.000 euro».
A creare problemi al bilancio oltre ai mutui anche i tagli dei contributi statali, e poi i pagamenti che continuavano ad arrivare dal passato. Molte le transazioni chiuse in questi anni, quella maggiore è con la EcoLan per 180.000 euro. (t.d.r.)
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