Debora, carabiniere come il papà eroe

7 Giugno 2016

Festa dell’Arma dedicata al maresciallo Mirarchi ucciso dagli spacciatori, i colleghi vigileranno sulla figlia che studia a Chieti

CHIETI. «Debora Mirarchi da oggi sarà anche figlia di tutti noi». Il comandante della Legione Carabinieri Abruzzo, Michele Sirimarco, apre il 202° anniversario della fondazione dell’Arma, celebrato ieri nella caserma Rebeggiani, con un pensiero commosso al maresciallo Silvio Mirarchi, ucciso durante una indagine sullo spaccio di droga. «Ci impegniamo ad accogliere tra noi», ha promesso il generale, «la figlia Debora, che studia Psicologia qui all’università d’Annunzio».

Molte le autorità presenti alla cerimonia, a cominciare dal generale Claudio Quarta, comandante del Cna di Chieti Scalo. Quanto all’attività dell’ultimo anno, ci sono buone e cattive notizie: sono diminuiti leggermente i reati contro il patrimonio, compresi i furti in abitazione, aumentati di poco solo nelle periferie e spesso opera di pregiudicati provenienti da altre regioni. Sono invece saliti i reati di violenza intra-familiare e a sfondo sessuale. In generale, il numero dei reati è passato dai 52.672 dell’anno prima a 44.307.

La cerimonia, inframmezzata dalla voce del tenore Piero Mazzocchetti, è continuata con la consegna dei riconoscimenti. Un solo encomio solenne è stato assegnato al maresciallo capo Umberto Massimo Cicone (stazione di Carsoli). Encomi semplici sono andati al maggiore Giancarlo Vitiello, (compagnia di Vasto), al maresciallo aiutante Giuseppe Mancino, (stazione di Vasto), al maresciallo capo Leonardo Farina, al brigadiere capo Domenico Schena e al vice brigadiere Gabriele De Ceglia, (Nor Vasto). E poi al tenente colonnello Andrea Ronchey (Comando provinciale dell’Aquila), al capitano Roberto Ragucci, (Compagnia di Ortona), al luogotenente Emilio Chiarelli, ai marescialli capo Domenico Cicchetti e Giuseppe Gianforte, agli appuntamenti scelti Alessandro Chiaravalle, Carlo Pecchioli e Matteo Alimonti (Comando provinciale dell’Aquila), al maresciallo capo Gianluigi Cianfrini (stazione di Sassa), al vice brigadiere Marino Roberto Ciuffa (Reparto operativo dell’Aquila). E ancora al maggiore Eugenio Nicola Stangarone (Comando provinciale di Pescara), al tenente Christian Cosma Damiano Petruzzella (Compagnia di Montesilvano), al luogotenente Claudio Ciabattoni (stazione Pescara Principale), ai luogotenenti Vincenzo Caselle e Luigi Carchivi, al maresciallo aiutante Silvestro Scurti, al brigadiere Francesco Campagna, al vice brigadiere Valeriano Carpegna, all’appuntato Andrea Malandra (Comando provinciale di Pescara). E infine al luogotenente Vincenzo D’Alto (Comando provinciale di Teramo), ai marescialli capo Luciano Tullii e Franco Berti, agli appuntati scelti Michele Lagonigro, Silvano Tondi e Maurizio Gifaldi e all’appuntato Manolo Olivieri (Comando provinciale di Teramo). Il premio Comandanti di stazione è andato ai luogotenenti Antonello Carnevale, Mauro Solimini, Claudio Ciabattoni, Maurizio Frasca e Antonio Romano, ai marescialli aiutanti Giuseppe Talamo e Nunzio Gentile e, infine, al maresciallo capo Joangelo Di Sipio. Piccolo fuori programma con un bimbo che si è sentito male: è stato soccorso dal maggiore Erminio Sacco e dal pediatra Francesco Chiarelli e si è subito ristabilito.