Decapitati i pini di via Forlanini Non ricresceranno

12 Marzo 2015

Sulla strada dell’ex San Camillo potati di netto sei alberi E’ uno scempio, ora resteranno solamente i monconi

CHIETI. Sei pini su sette capitozzati, “decapitati”, potati. Succede in via Forlanini, la strada dell’ex ospedale San Camillo De Lellis, all’altezza del bivio per Santa Barbara. Un intervento che ora consegna ai cittadini e specialmente ai residenti della zona un monumento all’ignoranza. Perché? Ce lo spiega Alessandro Bucciarelli, agronomo, esperto di botanica e del cibo biologico.

«I pini sono conifere e come tutte le piante appartenenti a questa specie non possono essere potate perché non rivegeteranno. Le conifere», continua l’agronomo, «non hanno gemme avventizie e quindi, una volta tagliate, di loro resteranno solo i monconi. Si può notare che queste piante sono state potate con lo stesso metodo delle altre piante che si trovano in via Carlo Forlanini le acacie, le querce e le robinie che hanno gemme ascellari, e quando questo tipo di piante vanno in allarme, proprio perché sono state potate, vanno in allarme e quindi rivegetano».

Via Carlo Forlanini è la ex statale 81, di proprietà della Provincia. Non si riesce a capire chi siano stati qui solerti operai a procedere alla potatura e chi li ha delegati la Provincia o l ’Anas. Certo è che ora al di là della responsabilità di quei pini domestici non resterà che il fusto di legno. E potrebbero tranquillamente essere estirpati perché ora completamente inutili, se non per accendere qualche camino. Il particolare curioso è che dei sette alberi uno è rimasto integro. Evidentemente durante i lavori di “killeraggio” botanico deve essere uscito qualche agricoltore della zona piuttosto indignato per stoppare la decapitazione.

Ma i problemi nella strada che gode di una florida vegetazione, non a caso lì si realizzò un sanatorio poi diventato ospedale specializzato in malattie dei polmoni, le magagne non finiscono qui.

Infatti cinquanta metri a valle, sulla destra, si assiste ad un altro scempio. C’è una fogna rotta che ogni volta che piove si riempie e fa uscire sul terreno di tutto. E questo è successo puntualmente in questi giorni.

Ieri mattina, bella giornata di sole, c’erano in bella vista tutti ciò che di immaginabile può contenere una fogna. Il terreno è comunale. E qualcuno, evidentemente stanco di assistere allo spettacolo non proprio edificante, deve aver avvertito gli uffici municipali. L’assessore competente ha delegato gli operai per intervenire e riparare la rottura.

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