Decesso per una presunta diagnosi errata La Procura di Vasto apre l’inchiesta

30 Luglio 2018

La Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta per la morte di Daniele Skerletic, 40enne, di Isernia, avvenuta il 7 agosto 2016. A renderlo noto è il padre che ha presentato un esposto denuncia chiedendo...

La Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta per la morte di Daniele Skerletic, 40enne, di Isernia, avvenuta il 7 agosto 2016. A renderlo noto è il padre che ha presentato un esposto denuncia chiedendo «l’acquisizione della documentazione medica inerente al caso e la disposizione di una perizia medico-legale al fine di accertare gli eventuali profili di colpa medica dei sanitari del nosocomio di Vasto». L’ipotesi di reato è lesioni colpose. Daniele, costretto sulla sedia dopo un incidente (fu investito da un’auto della polizia), fu ricoverato nel novembre del 2014 all’ospedale di Vasto per una piaga da decubito, ma poco dopo - racconta il padre nell’esposto - fu dimesso con la diagnosi di vescica neurologica e di infezione urinaria. La situazione andò progressivamente peggiorando fino a un nuovo ricovero a Vasto, nel 2016, e la diagnosi dei medici di un’infezione da trattare con l’asportazione di un rene e la contestuale ricostruzione di parte della vescica. Alla famiglia fu consigliato di rivolgersi, per l’intervento, al Careggi di Firenze dove - riferisce il padre - non fu mai accettato. Fu curato a casa per 26 giorni e poi ricoverato nell’ospedale di Ponderano (Biella). La Tac a cui fu sottoposto rivelò che era affetto da «carcinoma spinocellulare che partiva dalla vescica». Dal 28 giugno al 13 luglio 2016, il 40enne fu sottoposto a tre interventi e morì il 7 agosto dopo. Ora il padre si chiede «se un’esatta diagnosi avrebbe salvato la sua vita».