Declassato a custode, ora l’autista va risarcito

Lanciano. “Tua” condannata a pagare oltre 26mila euro a un dipendente assolto per un incidente
LANCIANO. La “Tua” dovrà risarcire di circa 26.000 euro l’autista che, in seguito ad alcuni vicissitudini penali per via di un incidente, da cui è stato assolto, era stato declassato a custode percependo uno stipendio inferiore a quello che aveva da autista. La Tua ha dovuto versare la differenza retributiva per questo spostamento durato dal gennaio 2013 al maggio 2015. Dopo la vicenda penale, anche su quella del lavoro l’autista Diego Di Bucchianico, rappresentato dall’avvocato Alfonso Ucci, ha avuto la sua rivincita. Tutto è iniziato il 25 gennaio 2013 quando Di Bucchianico, alla guida di un autobus della Sangritana, travolse M.B., 79 anni mentre attraversava la strada, tra via Ferro di Cavallo e via Dalmazia in un angolo buio e sotto la pioggia battente. L’autista fu accusato perché, sottoposto dopo ore all’alcoltest, risultò che era alla guida del mezzo in stato di ebbrezza. Gli furono contestate anche le lesioni gravissime. Fu quindi prima sospeso e poi reintegrato a lavoro, ma come custode. Poi prima il giudice di pace lo assolse dalla guida in stato di ebbrezza e poi caddero le lesioni perché l’anziana fu risarcita dall’assicurazione. Con l’assoluzione, l’estinzione del reato di lesioni e il contratto degli autoferrotranvieri tra le mani, l’avvocato Ucci ha chiesto alla Tua il pagamento della differenza retributiva per gli anni trascorsi da custode. Il contratto infatti prevede che nel caso di assoluzione piena, o di estinzione del reato, l’agente col reintegro ha diritto all’indennizzo di quanto ha perso per effetto della sospensione e, in questo caso, anche della mansione inferiore. Visto il “no” della Tua c’è stato il ricorso al giudice del lavoro che in primo grado ha rigettato la richiesta del dipendente. Da qui l’appello alla corte aquilana che ha accolto il ricorso e imposto alla Tua il pagamento della differenza retributiva a Di Bucchianico pari a circa 2.6.000 euro oltre al pagamento delle spese legali dei due gradi di giudizio.
«La giustizia ha fatto il suo corso», commenta Di Bucchianico, «ridando serenità a me e alla mia famiglia».
L’autista ha sempre sostenuto di non avere avuto alcuna responsabilità nell’incidente perché, a causa della pioggia battente, dell’oscurità e dell’assenza dell’illuminazione pubblica, non è riuscito a vedere neanche la sagoma della donna sulla strada. (t.d.r.)
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