Decoro della città, turismo e musei: al via 7 progetti utili

Definiti i piani di occupazione di 54 percettori del contributo Della Gatta: «È una prima risposta all’aumentata povertà»
VASTO. Manutenzione degli spazi pubblici, decoro urbano, fruibilità dei Musei di Palazzo d’Avalos, riorganizzazione dell’archivio comunale, supporto alle attività del Polo bibliotecario, servizi al turismo e integrazione del gruppo di volontariato civile al Centro vaccinale della palestra dei Salesiani di via San Domenico Savio. Abbracciano questi settori i sette progetti strutturati dal Comune in favore dei percettori del reddito di cittadinanza. I destinatari sono in tutto 54 e verranno utilizzati per l’intera durata dei progetti (che va da un minimo di quattro a un massimo di undici mesi), la cui finalità è la tutela dei beni comuni e il sociale. Entrano nel vivo i Puc (Progetti di utilità collettiva), secondo la tempistica annunciata a dicembre in consiglio comunale dall’assessore al welfare, Nicola Della Gatta, in risposta ad una interrogazione della consigliera del Movimento 5 stelle, Dina Carinci. È la famosa “fase due”, quella che segna, a partire da oggi, l’avvio di alcune attività, previste nell’ambito dei Patti per il lavoro e per l’inclusione sociale a favore dei beneficiari della misura di contrasto alla povertà.
I PROGETTITre sono relativi all’ambito culturale - Palazzo D’Avalos, Archivio comunale e Polo bibliotecario - due riguardano la manutenzione degli spazi pubblici e il decoro urbano, uno il turismo e che, a differenza degli altri sarà attivo dal 1° maggio al 30 settembre e l’ultimo verte sulle attività di supporto al Centro vaccinale della palestra di via San Domenico Savio. Quasi tutti i progetti hanno una durata di undici mesi per un numero di ore compatibili con le altre attività dell’interessato e comunque non inferiori a 8 ore settimanali. La mancata partecipazione da parte di uno dei componenti maggiorenni del nucleo familiare comporta la decadenza del beneficio. I soggetti, individuati in base alle loro attitudini e competenze, verranno seguiti dal case manager o tutor (operatore del settore). «Sono progetti che abbracciano diversi ambiti della vita collettiva e che puntano a rafforzare il senso di corresponsabilizzazione dell’intera comunità», sostiene il sindaco Francesco Menna, «oltre a un obbligo i Puc rappresentano un’occasione di inclusione e di crescita per i beneficiari e per la collettività perché sono stati strutturati in coerenza con le competenze professionali dei beneficiari e in base alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti al Centro per l’Impiego o ai servizi sociali comunali, e costruiti a partire dai bisogni e dalle esigenze della nostra comunità cittadina, a supporto delle attività ordinariamente svolte dal Comune».
L’ASSESSORENel dettaglio dei Puc entra il delegato al welfare, Nicola Della Gatta. «I progetti strutturati dal Comune, che impiegheranno fino a 54 percettori del reddito, puntano alla piena integrazione degli stessi in diverse realtà pubbliche e presso i luoghi identitari della nostra città», spiega l’assessore, «in consiglio comunale, nel dicembre scorso, rispondendo all’interrogazione della consigliera Dina Carinci, avevo dato atto di un impegno che abbiamo posto tra le priorità dell’azione amministrativa e che oggi vede una svolta grazie al lavoro di tante professionalità del servizio sociale comunale. Questa priorità si fonda su una precisa consapevolezza: sul fronte del contrasto alla povertà oggi più che mai, anche considerando l’emergenza pandemica che ancora attanaglia il nostro Paese, un sostegno alle persone in stato di povertà è un bene prezioso che va mantenuto e sempre più migliorato avendo a cuore soprattutto le condizioni dei più fragili. L’attuazione piena e complessiva di una norma così permeata sull’esigenza di trovare risposte efficaci a contesti sempre più estesi di povertà è un dovere morale a cui non possiamo, né dobbiamo, sottrarci. Il nostro obiettivo, che perseguiremo pervicacemente nei prossimi mesi, è quello che nessuno resti indietro».
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