Decreto del rettore: Sabatino è in pensione

CHIETI. Da ieri, anche se lo volesse, non potrebbe più tornare ad insegnare all’Università D’Annunzio e a dirigere Neonatologia al policlinico. Giuseppe Sabatino (foto), 64 anni, agli arresti...
CHIETI. Da ieri, anche se lo volesse, non potrebbe più tornare ad insegnare all’Università D’Annunzio e a dirigere Neonatologia al policlinico. Giuseppe Sabatino (foto), 64 anni, agli arresti domiciliari da metà luglio, è ormai un ex primario, in pensione dal 14 ottobre scorso. E’ questa la data impresso sul decreto firmato dal rettore, Carmine Di Ilio, che interrompe il rapporto di lavoro «con il docente di prima fascia ed ordinario di Pediatria» perché «non idoneo permanentemente al servizio d’istituto ed a proficuo lavoro in modo assoluto». Sono le frasi che si possono leggere sul decreto che si basa su un referto della commissione medica di verifica ministeriale, del 13 ottobre, che certifica la malattia di Parkinson che affligge il medico dall’età di 50 anni. Dal punto di vista processuale il pensionamento diventa importante, se non decisivo, ai fini delle cosiddette esigenze cautelari che hanno spinto, di recente, il tribunale del riesame dell’Aquila a negare la revoca degli arresti domiciliari.
Sabatino infatti non potrà più ritornare nel suo studio in ospedale dove, secondo l’accusa, avrebbe commesso atti di violenza sessuale, presunti toccamenti e baci nei confronti di otto mamme di neonati. Atti però determinati dagli effetti collaterali di un farmaco per la cura del Parkinson, come sostiene l’avvocato Andrea Di Lizio, difensore del primario andato in pensione.(l.c.)

